Lunedì, 18 Ottobre 2021

I giornali hanno perso un milione di lettori in cinque anni

Che la stampa stia vivendo tempi grami lo sanno tutti, ma ora Mediobanca ha stimato con precisione quanto siano grami questi tempi per giornali e riviste. Dal 2011 al 2015, i nove principali gruppi editoriali italiani hanno perso il 32,6% del fatturato (-1,8 miliardi), cumulato perdite nette per due miliardi e ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità, scendendo a 13 mila dipendenti totali. 

In cinue anni le vendite di quotidiani sono scese di un milione di copie: da 2,8 a 1,8 milioni totali (-34%). Nei primi 9 mesi del 2016 la flessione delle vendite è proseguita, seppure in maniera meno accentuata, ed il fatturato aggregato dei 9 gruppi editoriali è risultato in calo complessivamente del 3,5%.

La redditività operativa del settore editoriale resta inferiore a quella della manifattura italiana, ma è migliorata rispetto al dato negativo del 2014 (0,1% il risultato prima degli oneri finanziari, Ebit, sul fatturato 2015), soprattutto per la forte azione di contenimento dei costi (-8,9% nel 2015 rispetto al 2014).

I quattro maggiori giornali italiani registrano cali di lettori tra il 17% e il 37% nel periodo 2011-2015: Il Sole 24Ore è quello che ha contenuto maggiormente l’emorragia, arrestandola a -17%, La Repubblica ha fatto invece registrare -37%. In mezzo La Stampa e Il Corriere della Sera, rispettivamente con -25% e -35%.

Cairo Editore e L'Espresso resistono, Mondadori vede la luce in fondo al tunnel: i primi due sono in utile nel quinquennio 2011-15, il terzo si attende di tornare a un risultato positivo quest'anno.  Secondo la ricerca condotta sui bilanci societari, nel 2015 Cairo Editore, Itedi e L'Espresso primeggiano per redditività operativa mentre Il Sole 24 Ore e Class sono nettamente in coda. 

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