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Sabato, 22 Gennaio 2022

Chi deve pagare l’Irap e su cosa deve pagarla

Ci sono anche le cartelle relative all’Irap tra quelle che potranno essere rottamate grazie al provvedimento appena approvato relativo ad Equitalia. Ecco allora un breve vademecum sull’Irap.

L’Irap colpisce le attività produttive, si tratta infatti dell'Imposta Regionale sulle Attività Produttive in vigore dal 1997, e più precisamente aziende, enti e liberi professionisti. Sono soggetti all’Irap anche gli enti della Pubblica Amministrazione e i produttori agricoli, pur non esercitando un’attività commerciale. Vi sono invece maggiori dubbi in merito alla sottoesposizione dei liberi professionisti a questa imposta ma anche alla luce di alcune sentenze dei magistrati è fuor di dubbio che debba pagarla il professionista che ha 2 o più dipendenti.

La base imponibile dell’Irap cambia di anno in anno, a seconda di quanto stabilito nelle manovre di governo, ma vede sostanzialmente nel fatturato il proprio punto di riferimento. L’imponibile varia poi anche a seconda del settore in cui opera il soggetto tenuto al pagamento dell’imposta: commercio, agricoltura, Pubblica Amministrazione, settore bancario. Il 90% del suo gettito non va allo Stato, ma alle Regioni nelle quali hanno sede le attività economiche che devono versare questa imposta; dal 2008 detto gettito è destinato al finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, gestito appunto dalle Regioni.

L’Irap si calcola sulla differenza tra valore della produzione e costi di produzione, cioè (banalizzando) tra il fatturato e le spese sostenute per produrre quel fatturato. Alcuni costi però non possono essere sottratti per abbattere l’imponibile Irap. Si tratta per l’esattezza dei costi per il personale (salari e stipendi) e degli interessi passivi relativi ad eventuali canoni di leasing.

L’Irap va pagata usando il meccanismo del saldo e degli acconti: in sede di dichiarazione dei redditi viene determinata l’intera imposta relativa all’anno per cui si sta facendo detta dichiarazione. A quel valore andranno poi sottratti gli acconti che sono stati pagati nell’anno precedente (le scadenze sono il 16 giugno di ogni anno per il saldo relativo all’anno precedente e per il primo acconto relativo all’anno in corso e il 30 novembre per il secondo acconto).

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