Sabato, 27 Febbraio 2021
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Le date cruciali per la credibilità dell’Italia sui mercati

Foto di repertorio

La pagella di Fitch è già arrivata ed è stata interpretata come un avvertimento al governo, ma la credibilità finanziaria dell’Italia si giocherà da qui alla fine dell’anno, attraverso una serie di passaggi chiave. Ecco le date da tenere a mente.
Dopo quella di Fitch, entro ottobre arriveranno altre 2 pagelle da parte delle agenzie di rating, che valutano l’affidabilità di un soggetto (in questo caso l’Italia) in termini economici-finanziari. Standard & Poor’s darà il suo giudizio il 26 ottobre, Moody’s il 31 ottobre.

La linea del governo per economia e finanza è attesa per il 27 settembre, data per la quale dovrebbe essere reso pubblico il Dpb, il Documento programmatico di bilancio che completa il Def (Documento economico-finanziario) attraverso i quali l’esecutivo comunica cosa e in che misura intende finanziaria e quanto e come si aspetta di recuperare risorse nel quadro generale dell’andamento dell’economia nazionale (e non solo). In particolare, l’esecutivo è chiamato a scongiurare un aumento automatico di 2 punti dell’Iva nel 2019 (occorrono  12,5 miliardi di euro) e a colmare il buco che creeranno 24 miliardi di euro di Btp in scadenza

Il 15 ottobre sarà presentata alle Camere la legge di bilancio, attraverso la quale il governo punta a tradurre in realtà concreti le intenzioni annunciate con il Def. La legge di bilancio deve essere approvata dal Parlamento entro fine dicembre, altrimenti scatta l’esercizio provvisorio (che limita fortemente gli spazi di manovra del governo per quanto riguarda la possibilità di assumere impegni e realizzare i propri progetti facendo fronte alle relative spese). Il Parlamento può ovviamente modificare la legge come crede o anche rifiutarla in toto (in questo caso si va appunto all’esercizio provvisorio). Poiché l’Italia fa parte dell’euro, una legge di bilancio che non appaia realistica potrebbe portare a un richiamo della Ue alla stessa Italia, perché una legge di bilancio poco credibile minerebbe la credibilità dell’euro, moneta che non è affare della sola Italia ma anche degli altri Paesi dell’eurozona (solo la Grecia tra i Paesi che usano l’euro ha un debito pubblico più alto dell’Italia rispetto alla ricchezza, il Pil, che produce).

Entro fine anno la Bce smetterà di sostenere l’Italia e tutti gli altri Paesi dell’eurozona attraverso il quantitative easing, cioè l’acquisto di titoli di Stato (che consente all’emittente di procacciarsi finanziamenti a tassi di interesse complessivamente moderati). La fine decisa da tempo delle operazioni della Banca centrale europea rende ancor più importanti le pagelle delle agenzie di rating, perché è attraverso queste che determinano il tasso di interesse sui titoli di Stato e determinano, a monte, se gli investitori siano disposti o no ad acquistare titoli di Stato italiani; e rende allo stesso tempo ancor più importanti gli impegni del governo con Def e legge di bilancio perché il governo deve guadagnarsi la fiducia di quanti possano finanziarne le iniziative sapendo che, in caso contrario, non ci sarà il ‘salvagente’ della Bce. Il prossimo gennaio, il ministro di Economia e Finanza dovrà rifinanziare titoli di Stato in scadenza per 380 miliardi e un rialzo dei tassi di interesse significherebbe pagare di più per reperire quelle risorse.

In data ancora indecisa si prospetta un ‘Vaffa Day’ delle imprese al governo per via del decreto dignità e dell’inasprimento che esso comporta, secondo le imprese, per il mercato del lavoro. Che una manifestazione di piazza del mondo produttivo si tenga davvero è per ora solo un’ipotesi, che si concretizzi dipenderà dalle mosse dell’esecutivo.

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