Giovedì, 5 Agosto 2021

Italia da record per Iva non riscossa, per le partite Iva incentivi a essere corretti

L'Italia ha il record europeo per ammontare dell’Iva non riscossa nel 2015: secondo uno studio diffuso dalla Commissione Europea, i la differenza tra il gettito atteso dell'Iva e la somma effettivamente riscossa, nell'Ue è ammontato a poco meno di 152 miliardi di euro dei quali 35,093 miliardi relativi all'Italia. Il record italiano è in termini assoluti, dato che l’economia italiana è una delle più grandi dell’Ue.

In rapporto al Pil, l’Italia è quinta nella Ue per Iva non riscossa, con una percentuale del 25,78%, cioè superiore a un quarto. Solo Lituania, Grecia, Slovacchia e Romania hanno gap superiori al nostro Paese, nell'Ue. 

Di tutta l'Iva non riscossa nei 28 Stati dell'Unione, il 23% spetta all’Italia mentre in termini assoluti la Germania, prima economia dell'Ue, è seconda con circa 22,3 miliardi (con una percentuale del 9,56%). Oltre che per evasione o elusione fiscale e frodi, l’Iva può non essere riscossa anche a causa di bancarotte, fallimenti o errori di calcolo. 

Per le partite Iva in Italia stanno arrivano gli indici sintetici di affidabilità, Isa, destinati a sostituire gli studi di settore di 1,4 milioni di contribuenti già nel 2018. L’Agenzia delle Entrate ha messo a punto i primi 70 Indici che potranno essere già applicati, a seguito di approvazione con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal periodo d’imposta 2017. Gli altri Isa, prosegue la nota, saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno, per coinvolgere, a regime, circa 4 milioni di operatori economici, che rappresentano l’intera platea dei soggetti interessati dagli studi di settore. Gli Isa sono sostanzialmente una pagella che assegna un punteggio da 1 a 10 sull’affidabilità e correttezza del contribuente.

Dal 2018 imprese e professionisti fiscalmente affidabili avranno benefici  consistenti nell’esclusione dagli accertamenti di tipo analitico-presuntivo, nella  sottopostizione limitata agli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito, nella riduzione dei termini per l’accertamento, nell’esonero, entro i limiti previsti, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta. Tra i circa 1,4 milioni di contribuenti interessati dagli Isa per il periodo d’imposta 2017 che potranno quindi accedere ai benefici premiali previsti, circa 168mila sono intermediari del commercio (12% del totale degli interessati dal provvedimento), quasi 145mila avvocati (10%), oltre 129mila installatori di impianti (9%), circa 95mila ristoranti (7%) e circa 74mila parrucchieri (5%).

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