Domenica, 7 Marzo 2021
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Quasi 600mila italiani lavorano meno di 10 ore alla settimana, donne e anziani soprattutto

Dal 2014 in avanti, ancor più dopo l’abolizione dei voucher, sono sempre più gli italiani in difficoltà a vivere di lavoretti (anche se rispetto al 2007, l’anno scorso risultavano essere il 20,3% in più).

Nel 2017 592.000 italiani hanno lavorato per meno di 10 ore a settimana, secondo una diagnosi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre: 389.000 come dipendenti e 203.000 come lavoratori autonomi. I due terzi dei 592.000 lavoratori occasionali sono donne, occupate, principalmente, nei servizi alla persona, come domestiche, baby-sitter, badanti, o al servizio di attività legate alla cura della persona (parrucchiere, estetiste, centri benessere) o ancora nel settore alberghiero-ristorazione e nei servizi alle imprese.

Vivono di lavoretti soprattutto gli over 65 ed i giovani dai 15 ai 24 anni: l’incidenza degli occupati con meno di 10 ore alla settimana sul totale dei lavoratori della stessa fascia demografica è rispettivamente pari al 6,9 % e al 4,7%. In valore assoluto, invece, la fascia di età che raggruppa il maggior numero di occupati complessivi è quella tra i 45-54 anni che annovera quasi 7 milioni di persone con lavori per meno di 10 ore a settimana.

Le prestazioni occasionali sono più diffuse al Centro: se a livello nazionale l’incidenza dei lavoratori saltuari sul totale degli occupati presenti in Italia è pari al 2,6%, nel Centro la quota sale al 3%. In termini assoluti, invece, è il Mezzogiorno la ripartizione geografica che presenta il numero più elevato: degli 592.000, 171.000 lavora al Sud, 148.000 sia al Centro sia a Nordovest e 125.000 a Nordest.
 

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