Giovedì, 18 Luglio 2024
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

I deboli in Italia? Sono i lavoratori autonomi e i titolari di partita Iva

Le famiglie con reddito da lavoro autonomo sono le più a rischio povertà, secondo quanto segnala l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre sulla base di analisi che vanno dal 2008 alla prima metà dell’anno in corso. Il 25,8% delle partite Iva è a rischio povertà, quale è calcolata dall’Istat, nel 2015 (quando la soglia di povertà era pari a 9.508 euro l’anno). Praticamente una su quattro si è trovata in seria difficoltà economica. I pensionati sono a rischio povertà nel 21% dei casi, i dipendenti nel 15,5%, sempre secondo quanto emerge dai dati relativi al 2015.

I lavoratori autonomi hanno perso il 15,4% del reddito (oltre 6.500 euro) dal 2008 a giugno scorso, i dipendenti hanno perso invece lo 0,3%, mentre i pensionati e chi percepisce sussidi hanno avuto un incremento dell’8,7% (1.941 euro).

I lavoratori autonomi sono calati del 5,5% dal 2008 alla prima metà del 2017: piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti, coadiuvanti familiari (non vengono computati invece i collaboratori coordinati e continuativi) sono diminuiti di 297.500 unità, mentre nello stesso arco di tempo la platea dei lavoratori dipendenti presenti in Italia è aumentata di quasi 303.000 unità (+1,8%).

La contrazione maggiore di partite Iva si è avuta in Emilia Romagna, che dal 2008 ai primi 6 mesi di quest’anno ha visto una riduzione del 12,7%. Seguono Calabria (-12%), Liguria e Abruzzo (entrambe con un -10,4%). La ripartizione geografica più colpita, invece, è stata il Mezzogiorno (-7%).
 

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