Giovedì, 29 Luglio 2021

Quali sono i lavoratori domestici a cui si applica il contratto collettivo di lavoro

Alcune tipologie di lavori domestici vengono regolati da contratti collettivi di lavoro, che prevedono tutele ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge in generale.

Il contratto collettivo riguarda 4 categorie di lavoratori domestici, che si differenziano tra loro in base al livello di istruzione e al grado di professionalità richiesto per lo svolgimento delle mansioni inerenti al lavoro domestico.

Il livello A include collaboratori familiari generici quali:

  • collaboratori familiari con meno di 12 mesi di esperienza professionale, non addetti all’assistenza di persone;
  • addetti alle pulizie e addetti alla pulizia ed annaffiatura delle aree verdi;
  • addetti alla lavanderia;
  • aiuto di cucina che svolgono mansioni di supporto al cuoco;
  • stallieri (incaricati della normale pulizia della stalla e di cura generica del/i cavallo/i) e assistenti ad animali domestici. Svolge mansioni di assistenza ad animali domestici;
  • operai comuni, adibiti a grandi pulizie e/o a interventi di piccola manutenzione.

Il livello A super include gli addetti alla compagnia e al baby sitting (occasionale e/o saltuario)

Il livello B, cui accede chiunque abbia maturato 12 mesi nel livello A, include:

  • collaboratori generici polifunzionali che sbrigano le incombenze relative al normale andamento della vita familiare, compiendo mansioni di pulizia e riassetto della casa, di addetto alla cucina, di addetto alla lavanderia, di assistente ad animali domestici, nonché altri compiti nell’ambito del livello di appartenenza;
  • custodi di abitazione privata con mansioni di vigilanza dell’abitazione del datore di lavoro e relative pertinenze, nonché, se fornito di alloggio nella proprietà, di custodia;
  • addetti alla stireria;
  • camerieri/e;
  • giardinieri, che si occupano della cura delle aree verdi e dei relativi interventi di manutenzione;
  • operai qualificati, preposti a mansioni manuali nell’ambito di interventi, anche complessi, di manutenzione;
  • autisti, proposti alla conduzione di automezzi adibiti al trasporto di persone ed effetti familiari e alla ordinaria manutenzione e pulizia degli stessi mezzi;
  • addetti al riassetto camere e servizio di prima colazione anche per persone ospiti del datore di lavoro.

Rientrano nel livello B super gli assistenti a persone autosufficienti.

Il livello C include collaboratori familiari in possesso di specifiche conoscenze relative allo svolgimento dei compiti assegnati, che operano con totale autonomia e responsabilità. Rientrano in questo livello i cuochi e gli assistenti di persone non autosufficienti (per quest’ultimi il livel è C super).

Il livello D include:

  • amministratori dei beni di famiglia;
  • maggiordomi;
  • governanti;
  • istitutori;
  • capi cuoco;
  • capi giardiniere;

Rientrano nel livello D super gli assistenti a persone non autosufficienti e i direttori di casa.

I lavoratori domestici cui si applica il CCNL hanno un tetto orario di 10 ore giornaliere e 54 alla settimanali se convivono col datore di lavoro e di 8 ore giornaliere e 40 ore settimanali se non convivono.

Il riposo giornaliero per lavoratori domestici con CCNL è di almeno 11 ore consecutive, quello settimanale di 36 ore, 24 delle quali devono essere la domenica, mentre le 12 ore rimanenti, devono essere concordate tra le parti e fatte cadere in un altro giorno della settimana.

Il CCNL riconosce 26 giorni di ferie annue ai lavoratori domestici ai quali si applica. Le ferie possono essere godute in un’unica soluzione oppure in 2 tranche al massimo, in periodi da concordare tra le parti e preferibilmente nel periodo che va da giugno a settembre.

Le colf possono avere 3 tipi di contratto in base all’impegno richiesto: a servizio intero, a mezzo servizio e a ore. La colf a servizio intero abita presso il datore di lavoro e oltre che della retribuzione, gode di vitto e alloggio; la colf a mezzo servizio presta presso la stessa famiglia servizio per almeno 4 ore al giorno (o per 24 ore settimanali, se il servizio non è uniforme in tutti i giorni della settimana); la colf ad ore presta presso la stessa famiglia servizio solo per alcuni giorni della settimana, e con orario inferiore alle 24 ore settimanali. Alle colf si applica il regime del contratto collettivo nazionale del lavoro domestico previsto per lavoratori domestici con inquadramento a livello B.  

Il lavoratore domestico ha diritto ai contributi previdenziali a carico del datore (che deve presentare denuncia all’Inps entro il decimo giorno successivo alla scadenza del trimestre in cui è avvenuta l’assunzione). Il lavoratore domestico ha quindi diritto alla pensione, assegni familiari, indennità di maternità ed eventuale rendita derivante da malattia professionale nonché infortuni. Questo vale anche se il lavoro è già assicurato presso un altro datore di lavoro o per un’altra attività. L’importo dei contributi da versare è rapportato alla retribuzione corrisposta al prestatore di lavoro e, ovviamente, al numero delle ore di lavoro prestate.

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