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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

I lavoratori italiani sono ormai per la maggior parte flessibili

I lavoratori dipendenti sono sempre più una casta, cioè l’eccezione che conferma la regola anziché la regola stessa, perché i lavoratori italiani, come certificano i dati Istat per il terzo trimestre del 2017, sono sempre più flessibili (precari, secondo la vulgata prevalente).

Gli italiani occupati con contratto a termine sono 2,784 milioni segnando per il settimo trimestre consecutivo il nuovo massimo storico, il record dall’inizio della serie storica (IV trimestre 1992). Nel trimestre che va da lunedì 3 luglio 2017 a domenica 1 ottobre 2017 sono cresciuti del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua.

La percentuale di nuovi occupati stabili sul totale è scesa al 23,7%, dicono i dati dell’Inps relativi ai nuovi contratti a settembre; nel 2015, quando era in vigore l'incentivo pieno introdotto col Jobs Act, la percentuale era del 38,3%.

Nel terzo trimestre gli occupati sono cresciuti di 79mila unità (+0,3%) rispetto al trimestre precedente ma l’aumento dei lavoratori dipendenti (+101 mila, +0,6%) è dovuto al maggior numero di occupati a tempo determinato a fronte della stabilità dell’occupazione a tempo indeterminato. Continuano invece a calare gli indipendenti (-22 mila, -0,4%). Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ci sono 303mila occupati in più (+1,3%), ma anche su base annua la crescita è circoscritta ai dipendenti (+2,3%), soprattutto a termine, a fronte di una diminuzione degli indipendenti (-1,8%). La crescita dell’occupazione riguarda entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed è più intensa per le donne e nel Mezzogiorno; l’incremento in termini assoluti è più consistente per gli occupati a tempo pieno.

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