Sabato, 6 Marzo 2021
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Calabria prima regione per lavoro nero, Veneto ultima: lo Stato perde 42,6 miliardi

I lavoratori in nero in Italia sono 3,3 milioni e producono 77,3 miliardi di fatturato che sfugge al fisco, secondo quanto stima la Cgia di Mestre.

I lavoratori in nero fanno perdere al fisco 42,6 miliardi, cioè oltre il 40% dell'evasione di imposta annua stimata dal Ministero di Economia e Finanza.

Il maggior numero di lavoratori irregolari (146mila) è in Calabria, dove l’incidenza percentuale del valore aggiunto da lavoro irregolare sul Pil regionale arriva al 9,9%, cioè a quasi il doppio del dato medio nazionale (5,2%), che equivale a 1,6 miliardi di mancate entrate per lo Stato. Segue la Campania che con 382.900 irregolari "produce" un Pil in "nero" che pesa su quello ufficiale per l'8,8% e sottrae 4,4 miliardi allo Stato. Al terzo posto c’è la Sicilia: 312.600 irregolari equivalgono a un peso dell'economia sommersa su quella complessiva dell'8,1% e a 3,5 miliardi in meno per lo Stato.

Il Veneto vanta il peso più basso dell’economia sommersa sul prodotto interno lordo regionale: 199.400 lavoratori in nero per 5,2 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso (3,8% del pil regionale) che levano al fisco 2,9 miliardi.

Lavorano in nero lavoratori dipendenti che fanno un secondo lavoro (o anche un terzo), cassaintegrati, pensionati che arrotondano le magre entrate,  disoccupati in attesa di rientrare nel mercato del lavoro sregolare. La Cgia di Mestre indica nel ripristino dei voucher, aboliti in seguito al referendum minacciato dalla Cgil, la via per contrastare questo fenomeno.

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