Mercoledì, 4 Agosto 2021

Tassi al minimo, si consolidano domanda ed erogazione di mutui

Mutui in netta ripresa per il secondo anno consecutivo nel 2015: su base annua le domande sono cresciute del 53%, le erogazioni del 16%, nei primi 3 trimestri, consolidando un trend che già nel 2014 aveva fatto registrare aumenti rispettivamente del 15% e del 13%. Trenta miliardi il valore erogato fino a settembre dell’anno scorso, l’inversione di tendenza rispetto al periodo 2008-13 è dovuta anzitutto alla convenienza dei mutui stessi perché, anche grazie alle manovre della Banca centrale europea, i tassi di interesse sono ai minimi storici.

A gennaio il tasso medio sui mutui ha toccato il minimo storico del 2,48%, secondo quanto comunica l’Associazione bancaria italiana, calando ulteriormente rispetto al 2,49% di dicembre 2015. A fine 2007, per avere un termine di raffronto, il tasso di interesse medio era del 5,72%.

I mutui vengono chiesti per acquisti nella stragrande maggioranza dei casi, l’83,8% per l’esattezza, mentre consolidamento dei debiti e conseguimento di maggior liquidità sono all’origine solo dell’1% e dell’1,3% delle richieste. Nel 13,3% dei casi il mutuo viene contratto in surroga da altro mutuo precedentemente contratto.

Il 61,8% dei mutuatari opta per il tasso fisso, secondo un trend crescente (nel 2014 il tasso fisso era scelto solo nel 39,1% dei casi). Di contro, ovviamente, cala sempre più la percentuale di chi sceglie un finanziamento a tasso variabile: nel secondo semestre 2014 era il 41,2%, a un anno di distanza il 22,8%. Diminuisce anche la concentrazione dei mutui a rata costante, che passano dal 17,8% all’11%, mentre si registrano lievi aumenti per quelli a tasso variabile con CAP, cioè con un limite massimo di tasso di interesse, e misto, cioè con possibilità di passare da fisso a variabile e viceversa a determinate scadenze. I mutui con CAP sono passati da 1,5% a 3,8%, quelli misti da 0,3% a 0,6%.

La durata media del mutuo è di 24 anni e mezzo, sostanzialmente stabile dal 2014 al 2015. Nelle regioni del Nord i mutui hanno una durata generalmente più elevata, mentre al Sud e nelle Isole i finanziamenti durano meno (la durata media è inferiore a 23 anni). A livello nazionale quasi il 70% dei mutui è compreso tra 21 e 30 anni e il 29,9% si colloca nella fascia 10-20 anni; mentre i prestiti ipotecari di durata inferiore a 10 anni rappresentano solamente lo 0,2% del totale. a causa dei costi elevati della rata mensile. I mutui di durata più elevata sono concentrati maggiormente nel Nord, infatti i finanziamenti tra 21 e 30 anni sono il 79,2% nel Nord-Est e il 74,1% nel Nord-Ovest, mentre nel Mezzogiorno tale fascia incide per il 56%. L’Italia Centrale, invece, segue sostanzialmente la media generale. Operazioni con durata superiore a 30 anni sono poco praticate perché, anche se hanno rate più basse, vengono giudicate eccessivamente rischiose da parte delle banche.

Mediamente i mutui erogati hanno un importo di 112mila euro, ma nel Nord-Ovest e nel Centro  tale valore sale rispettivamente a 114.100 e 116.500  euro. Il Nord-Est è leggermente sotto la media nazionale, con mutui medi di 110.100  euro, mentre Sud e Isole il sono nettamente sotto tale media, con valori rispettivamente di 105.000 e 107.900 euro.

Il 41,5% dei mutui erogati ha un importo compreso tra 100 e 150.000 euro, mentre il 38% si colloca nella fascia inferiore (50-100.000 euro). Quasi il 17% dei mutuatari, invece, ha ottenuto un finanziamento superiore a 150.000 euro.

tabella mutui-3

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