Giovedì, 5 Agosto 2021

Come valutare le offerte dei fornitori di elettricità

Foto di repertorio

Il mercato dell’energia elettrica è liberalizzato dal 2007 e questo significa che ognuno è libero di scegliere il proprio fornitore luce, con risparmi fino al 13% (170 euro l’anno per famiglie numerose) rispetto al servizio di maggior tutela, disciplinato dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), che si applica nel caso in cui non sia stata effettuata nessuna scelta (c’è libertà, infatti, anche di non scegliere).  

Passare al mercato libero è una procedura sempre gratuita, qualunque sia il fornitore che si sceglie. Durante il periodo di transizione, l’AEEGSI garantisce che non ci saranno disservizi né interruzioni. Non servono modifiche all’impianto o al contatore, ed è sempre possibile esercitare il diritto di ripensamento, recedendo dal contratto entro 14 giorni dalla sua sottoscrizione, senza penali. Tutti i clienti che decidano di passare al mercato libero, inoltre, possono comunque rientrare alla maggior tutela quando lo desiderano.

Sono 8 gli elementi da considerare quando si sceglie il fornitore della luce, magari rivolgendosi a un sito online di comparazione di prezzi e tariffe. Occorre anzitutto tenere presente il Comune in cui verrà ricevuta la fornitura che si desidera attivare ed è bene sapere quanto si consuma in un anno di energia: il consumo annuo è riportato in bolletta ma si può anche fare una stima a braccio sulla base degli elettrodomestici che si possiedono e del numero di componenti il nucleo familiare. 

Il terzo passaggio è la valutazione della ripartizione oraria del consumo energetico, occorre cioè indicare se si consuma energia allo stesso modo ogni giorno della settimana oppure in alcuni giorni in particolare. Vanno ancora indicate le modalità di pagamento preferite (domiciliazione bancaria, pagamento tramite bollettino postale, carta di credito) e il tipo di attivazione che si intende attuare (fa differenza che si tratti di una casa mai provvista in precedenza di elettricità oppure no). 

Ancora, bisogna indicare se l’abitazione per cui si chiede l’allacciamento a un fornitore è una prima casa o meno e quale sia la potenza che si desidera ricevere (di norma qualsiasi abitazione funziona con 3 kilowatt, ma se per caso si possiede un’auto elettrica e la si ricarica in garage è bene avere una potenza almeno doppia).

Le tariffe sono di diversi tipi ed è importante scegliere se si vuole una tariffa a prezzo bloccato (le offerte di questo genere consentono normalmente di pagare una somma X per un paio d’anni) oppure indicizzata (cioé variabile sulla base di un parametro di riferimento). Occorre poi scegliere tra tariffa monoraria, sempre identica a qualunque ora e in qualsiasi giorno si consumi elettricità, o bioraria, cioè calcolata diversamente se il consumo avviene dopo le 19.00 e fino alle 6.59 dei giorni festivi (è la voce F2 della bolletta) e dalle 0.00 di sabato fino alle 23.59 di domenica (voce F3). 

Dal 2012 più di 2,5 milioni di persone hanno cambiato fornitore elettrico in 12 Paesi europei, con ben 500.000 nuovi contratti nel 2015, secondo quanto risulta da una ricerca condotta da Human Highway per Pricewise, noto servizio di “energy switching” europeo. Secondo l’indagine, gli “switchers” italiani (quelli che cambiano contratto quando trovano uno migliore), sono in crescita: si tratta perlopiù di uomini over 45, provenienti dal Nord-Est, con un elevato grado di istruzione, che vivono in case singole in affitto e hanno una famiglia di quattro o cinque componenti.

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