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Giovedì, 13 Giugno 2024
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

In Italia ci sono 40mila posti di lavoro che nessuno vuole "occupare"

In Italia continuano ad essere disponibili posti di lavoro che nessuno occupa ma i giovani fino a 30 anni sono più disponibili ad adattarsi per trovare un impiego, cioè a lasciare la casa natia in presenza di un lavoro. Le posizioni lavorative che restano scoperte sono in calo ma, di contro, gli under 30 che né lavorano né studiano o si preparano a lavorare in Italia sono più numerosi che nel resto d’Europa.

Le imprese italiane hanno un gap di oltre 40mila addetti pari al numero di posizioni offerte che restano scoperte. Il dato rilevato dall’Istat riguarda il secondo trimestre di quest’anno ed è di 0,7 punti percentuali migliore rispetto a quello del trimestre precedente. 

Sanità e attività artistiche i settori ove più difficile è coprire le posizioni vacanti, queste ultime ammontano nel loro complesso allo 0,5% di tutte le posizioni disponibili presso le imprese (ammontavano all’1,2% tra gennaio e giugno).

Gli under 30 pronti a lasciare la casa dei genitori sono il 45% tra quanti hanno un contratto a tempo determinato, ma scende al 23% tra i Neet, coloro cioè che né lavorano, né studiano, né seguono corsi di formazione. Secondo il 'Rapporto Giovani', presentato dall'Istituto Toniolo di Studi Superiori, i giovani tra 18 e 32 anni valutano con un voto medio di 4,3 (su una scala da 1 a 5) il senso di soddisfazione sulla propria vita e tra gli under 30 che vivono con i genitori, la percentuale di chi progetta l'uscita entro un anno dall'intervista è poco più di un quarto nella fascia 18-24 e a poco più di un terzo nella fascia 25-29.

I Neet under 30 in Italia sono oltre 2,2 milioni, il valore più alto in Europa, e secondo lo studio dell’Istituto Toniolo, una quota così elevata "non compromette solo le vite lavorative dei giovani ma costituisce un enorme macigno sulla sostenibilità sociale, sulle dinamiche demografiche e sullo sviluppo economico dell'intero Paese".

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