Martedì, 28 Settembre 2021

Posto fisso, anche tra gli Statali l'impiego a vita è sempre più raro

Non c’è più lo statale di una volta, che dopo l’assunzione poteva pensare che nella vita non avrebbe fatto altro. L’Annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato riferisce infatti, sulla base di dati aggiornati al 2016, che anche nel settore pubblico l’impiego a vita sta calando.

I dipendenti pubblici hanno avuto un leggero calo (-0,2%), a quota 3,356 milioni, rispetto al 2015, quando nel settore pubblico c’erano 6.969 unità lavorative in più.

Gli assunti a tempo indeterminato sono calati dell’1%, pari a 29.687 unità in meno rispetto al 2015, mentre gli impiegati con contratti di lavoro flessibili sono cresciute di 22.718 unità (+7,8%).

Meno posti fissi nel pubblico impiego, eppure i costi del personale crescono

Il costo dei lavoratori pubblici è invece leggermente cresciuto, arrivando a quota 159 miliardi e 651 milioni di euro contro i 159 miliardi e 525 milioni dell'anno precedente (i conti ancora non risentono degli effetti del rinnovo contrattuale che prevede un aumento di 85 eyro: pur decorrendo dal 2016 l'accordo è stato firmato soltanto alla fine dell’anno scorso e i primi aumenti sono stati caricati nelle buste paga a inizio di quest’anno, sfuggendo quindi alla rilevazione della Ragioneria generale).

La retribuzione media complessiva è passata da 34.511 euro a 34.435 (al netto dell’aumento di 85 euro corrisposto a partire da quest’anno che consentirà di recuperare i 76 euro in meno che ogni singolo dipendente ha perso tra 2015 e 2016). I livelli più bassi si registrano nella scuola (28.403), seguita dagli enti locali (29.081) e dai ministeri (30.695). Gli stipendi più alti spettano invece a magistrati (138.268), prefetti (93.026) e diplomatici (92.819).

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