Sabato, 15 Maggio 2021
Asso di denari

Asso di denari

A cura di Carlo Sala

Pro e contro dei conti correnti

Tenere troppi soldi sul conto corrente può essere rischioso, tanto che gli esperti de 'La legge per tutti' hanno stilato un elenco dei rischi. Di conto, i limiti all’uso del contante rappresentano un buon motivo per non lasciare troppo sguarnito il proprio conto corrente.

Chi lascia oltre 100mila euro sul c/c. partecipa al fallimento della banca. secondo l’ordine gerarchico 'di rischio’ previsto dalla legge che chiama a rispondere dell’eventuale crac, nell’ordine: gli azionisti, i detentori di altri titoli di capitale, gli altri creditori subordinati, i creditori chirografari, le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi per l’importo eccedente i 100.000 euro.

Somme superiori ai 1.345,36 euro sul conto corrente sono pignorabili ove titolari di tali somme sul c/c siano lavoratori dipendenti o pensionati (la somma equivale infatti a 3 volte l’assegno sociale).

Su c/c con giacenza annua dai 5mila euro in su scatta l’imposta di bollo, che invece non si applica se le giacenze annue restano sotto quella soglia.

Ci sono poi i rischi connessi alla crisi economica con lo "spettro dell’imposizione fiscale, attuata con decretazione di urgenza". Poter disporre di "un investimento resistente alle fluttuazioni dei mercati (di solito l’oro o gli immobili)" sarebbe l'ideale.

Il conto corrente torna utile per pagamenti dai 3mila euro in su perché per tali somme la legge antiriciclaggio vieta di utilizzare contante e impone di usare strumenti ‘tracciabili, quali bonifico bancario o postale, assegno non trasferibile, bancomat e/o carta di credito. Dallo scorso 4 luglio le sanzioni economiche per chi trasegredisce il limite al pagamento in contante, ricorda 'La legge per tutti’ sono state portate a un minimo di  3mila e un massimo di 50mila euro. Gli imprenditori che prelevino più di mille euro in un giorno o 5mila in un mese devono essere pronti a dimostrare il soggetto beneficiario del prelievo, sempre che quest’ultimo non risulti dalle scritture contabili, altrimenti scatta l’accertamento fiscale.

Per versamenti su c/c di 3mila euro o più può essere chiesta giustificazione dall’Agenzia delle Entrate, sempre in base alla legge antiriclaggio. Il versamento è insomma libero, quale che ne sia l’importo, ma se si depositano somme di almeno 3mila euro -  ricorda 'La legge per tutti’ - è bene tenere nota della provenienza dei soldi per poter fornire spiegazioni all’Agenzia delle Entrate qualora lo richieda nei normali termini per l’accertamento fiscale (entro il 31 dicembre del 5° anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi).

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