Martedì, 27 Luglio 2021

Quanto prima occorre avvisare il datore di lavoro delle proprie dimissioni

Il rapporto di lavoro è un contratto tra 2 parti e ricade quindi sotto l’articolo 2118 del codice civile che prevede che “ciascuno dei contraenti di lavoro subordinato e a tempo indeterminato possa recedere dal contratto stesso dandone preavviso nel termine e modi”. Ecco quindi come rispettare tale norma e dare preavviso di dimissioni (dimissioni che poi, in base a quanto dispone il Jobs Act, devono essere date per via telematica).

Il preavviso deve essere dato per iscritto con anticipo variabile in base a 4 fattori: tipologia di contratto di lavoro, livello di inquadramento, anzianità di servizio e qualifica. Non possono essere computati come giorni di preavviso quelli di eventuali assenze per malattia, infortunio, ferie e maternità.

Il preavviso non serve per contratti a tempo determinato e a progetto e per collaborazioni coordinate e continuative, a meno che i contraenti non abbiano convenuto in senso diverso. Il preavviso per contratti a tempo indeterminato o di apprendistato è fissato dal contratto collettivo di lavoro, ma tale disciplina può anche essere derogata d’accordo tra le parti (lavoratore e datore di lavoro).

In caso di mancato preavviso può essere chiesto un risarcimento risarcimento corrispondente al periodo di mancato preavviso o a un importo pari al residuo del compenso globale pattuito per l’intero progetto

Non c’è termine di preavviso nel caso di dimissioni per giusta causa, ma in quel caso occorre dimostrare la giusta causa in base alla quale si è deciso di lasciare il lavoro che si era concordato di svolgere.

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Quanto prima occorre avvisare il datore di lavoro delle proprie dimissioni

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