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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Oltre 100 tasse a carico degli italiani: costano oltre 8mila euro a ciascun contribuente

Lo Stato è il problema e non è la soluzione, diceva il liberista Ronald Reagan. In Italia il pensiero liberale non è particolarmente diffuso, ma quanto lo Stato sia un problema ogni italiano lo percepisce chiaramente quando l’amministrazione tributaria bussa alla porta.

Quest’anno ogni italiano pagherà in media 8mila euro di imposte e tasse secondo i calcoli dell’Ufficio Studi della Cgia. E l’importo sale a quasi 12mila euro considerando anche i contributi previdenziali.

Sono quasi 100 le tasse a carico degli italiani, tendendo conto anche di addizionali, accise, imposte, sovraimposte, tributi e ritenute. Il gettito fiscale è legato in gran parte a poche voci: le prime 10 imposte, infatti, valgono 421,1 miliardi di euro e garantiscono l’85,3% del gettito tributario complessivo che nel 2015 si è attestato a 493,5 miliardi di euro.

Le imposte più pesanti sono Irpef e Iva che fruttano il 54,2% del gettito totale garantendo entrate rispettivamente di 166,3 (il 33,7%), e 101,2 miliardi di euro (20,5%).

Sulle aziende pesano sopratutto Ires e Irap, che nel 2015 hanno portato all’erario rispettivamente 31,9 e 28,1 miliardi di gettito.

Negli ultimi 20 anni il gettito è salito quasi il doppio dell’inflazione crescendo di oltre 80 punti percentuali contro i 43 del costo della vita.La pressione tributaria (imposte, tasse e tributi sul Pil) in Italia (29,6%) è la quarta più elevata dell’Area euro dopo la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e il Belgio; e superiore di ben 6 punti percentuali rispetto a quella tedesca (23,6%).

In Italia è tassato di tutto: dagli zerbini al caro estinto (si tratta della tassa relativa a "i defunti e la conservazione cimiteriale", compresa "l'imposta di bollo sul certificato ASL per la constatazione del decesso» in vigore in ogni Comune, mentre quella sugli zerbini è delizia riservata ai soli bolognesi), come ricorda il segretario generale di Confesercenti Nazionale Mauro Bussoni. Ed ancora la pubblica amministrazione batte cassa per il rilascio delle patenti per l'autorizzazione alla guida di veicoli è soggetta  come per i voli aerei, riscuote la "tassa di soggiorno» ed esige una marca da bollo sulle ricevute "fiscali mediche, sanitarie e veterinarie». Esistono ancora, stavolta è la Cgia a ricordarlo, imposte sugli spiriti (distillazione alcolici), sui gas incondensabili e sulle riserve matematiche di assicurazione (tasse su accantonamenti obbligatori delle assicurazioni), sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili nonché sovraimposte di confine applicate dalla dogana (sugli spiriti, sui fiammiferi, sui sacchetti di plastica non biodegradabili, sulla birra).

Sono tassate pure l’ombra e i gradini d’ingresso: sono previste infatti una tassa per "l'occupazione del soprasuolo occupato dalle tende parasole", ed una per "gradini d'ingresso sulla pubblica via". I tabaccai infine, soggiacciono a una tassa occulta: alla fine dei 9 anni di concessione per vendere i prodotti di monopolio sono obbligati a frequentare un corso di aggiornamento, del costo medio di 400/500 euro. Spicca poi, per sinteticità del nome, l’imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato.

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