Martedì, 20 Aprile 2021
Asso di denari

Asso di denari

A cura di Carlo Sala

Lo smart working non decolla: lavoratori scettici, aziende poco interessate

Il lavoro agile che consente di svolgere parte del proprio impiego da casa, noto come smart working e previsto dalla legge n. 81 del 2017, non decolla, stando ai dati dell'Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano.

Il lavoro agile è stato applicato nel 2017 da 114 aziende che hanno chiesto (e ottenuto) gli sgravi contributivi pari al 5% della retribuzione prevista. Le domande per ottenere gli sgravi contributivi dovevano essere presentate entro 15 novembre '17 e dovevano essere riferite ai contratti collettivi depositati da gennaio a ottobre dello stesso anno; la normativa sul lavoro agile è però entrata in vigore il 14 giugno ed il decreto che disciplinava le modalità per la richiesta degli incentivi è arrivato solo a settembre del 2017. Quasi certamente, di conseguenza, il budget 2017 di 55 milioni non sarà raggiunto.

Il lavoro agile va concordato col lavoratore, che però sembra non fidarsi di pattuire per via contrattuale la possibilità di lavorare da casa intravedendo piuttosto in essa un primo passo verso l’estromissione e il licenziamento dall’azienda. I lavoratori coinvolti sono stati comunque 300mila, anche se rappresentano solo l’8% del totale. Nel 2017 il 36% delle grandi aziende ha avviato progetti di lavoro agile, contro il 30% del 2016. L'interesse per il lavoro agile è aumentato anche tra le pmi, ma con un approccio più informale: il 22% ha in corso progetti di smart working, ma solo il 7% con iniziative strutturate; il 53% di queste aziende ritiene invece il lavoro agile poco applicabile alla propria struttura produttiva.

Il giorno migliore per lavorare da casa è il mercoledì perché consente di spezzare in 2 la settimana in modo produttivo ed evita nel lavoratore la percezione di avere 3 giorni liberi, come succede invece se si opta per lavorare da casa il venerdì o il lunedì. Le aziende sono comunque più interessate ad altre forme di flessibilità sul lavoro stando alle 314 richieste di sgravi presentate nel 2017 per l’adozione di misure di flessibilità (delle quali una sola è stata respinta). Nel dettaglio, infatti, il lavoro agile risulta inserito nel contratto da 114 aziende mentre la flessibilità oraria da 147. Ancora, il part-time è stato introdotto da 100 aziende, la banca delle ore da 66 e la cessione solidale da 29.

Si parla di

Lo smart working non decolla: lavoratori scettici, aziende poco interessate

Today è in caricamento