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Domenica, 25 Febbraio 2024
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Negli ultimi 10 anni meno spese per cibo e vestiti, più uscite per la salute

In 10 anni gli italiani hanno ridotto le spese per cibo e vestiti mentre hanno aumentato, in misura quasi identica, i costi sostenuti per la propria abitazione. secondo quanto emerge da un esame dell’AdnKronos sui dati dell’Istat.

Nel 2006 il budget medio mensile era di 2.461 euro, nel 2016 di 2.524 euro, con un incremento di appena 63 euro (+2,6%).

La spesa mensile per alimentari è calata da 467 a 448 euro (-4,1%)  mentre le uscite per beni non alimentari sono i passate da 1.994 a 2.076 euro, con un incremento del 4,1%, ma con la significativa eccezione di abbigliamento e calzature. E’ cambiata anche la composizione della spesa alimentare: la voce 'frutta e verdura' è cresciuta da 84 a 102 euro (+21,4%), quella 'carne' è scesa da 106 euro a 93 (-12,3%), per latticini e uova le uscite sono scese da 64 euro nel 2006 a 58 euro nel 2016 (-9,4%) mentre per i prodotti ittici si è passati da 42 euro a 36 (-14,3%).

Le vendite di abbigliamento e calzature sono crollate del 24,8% e la quota la del budget familiare destinata per l'acquisto di vestiti e scarpe è passata da 157 euro a 118 euro al mese (pari a un taglio annuale di 468 euro).

Le spese per abitazione e salute sono cresciute del 19,3% e del 32,6% rispettivamente. La quota destinata ai servizi sanitari è passata da 86 a 114 euro

Le spese per trasporti ed educazione sono calate del 25,1% e del 45,4% passando rispettivamente da 362 a 271 euro e da 27 euro a 14 euro. Per il tempo libero e cultura le uscite nel 2006 erano pari a 111 euro mentre 10 anni dopo sono arrivate a 130 euro (+17,1%).

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