Domenica, 26 Settembre 2021

Startup, gli incubatori sono più numerosi e "prolifici" nel Nord Italia

Un’analisi su innovazione e imprenditorialità sociale sviluppata dal team di ricerca Social Innovation Monitor (SIM) del Politecnico di Torino, in collaborazione con Italia Startup (e col supporto di Cariplo Factory, Compagnia di San Paolo, Impact Hub Milano, Make a Cube, SocialFare e Social Innovation Teams) ha tracciato una mappa di incubatori, acceleratori e spazi di coworking in Italia, nel 2016, per verificarne il contributo allo sviluppo di start-up e iniziative imprenditoriali. Ecco i dati più significativi.

Quasi il 60% degli incubatori si trova nell’Italia settentrionale e il maggior numero a livello regionale si trova in Lombardia (25,3% del totale), seguita dalla Toscana (9,9%) e dall’Emilia Romagna (9,3%). Al Centro è presente il 20% degli incubatori mentre l’area meridionale e insulare ospita il 17,9% degli incubatori totali.

Oltre il 60% degli incubatori ha natura privata, il 15,4% pubblica, mentre circa il 20% possiede invece una compagine sociale che include soggetti sia pubblici che privati. Oltre il 50% degli incubatori ha supportato organizzazioni a significativo impatto sociale, anzitutto nell’ambito di cultura, arti e artigianato (20%), e poi di salute e benessere (18%) e della protezione ambientale (14%).

Meno del 25% degli incubatori ha investito capitale di rischio nelle organizzazioni incubate: non c’è stato alcun investimento da parte degli incubatori pubblici, mentre il 42.2% di incubatori privati ha effettuato investimenti.

In media gli incubatori hanno raggiunto ricavi pari a 1,13 milioni di euro, ma circa la metà degli incubatori ha avuto un fatturato inferiore a 250mila euro. Circa il 60% delle organizzazioni incubate è composto da imprese ibride, vale a dire imprese che, pur essendo for-profit, destinano parte degli utili a scopi sociali o hanno esplicitamente tra i propri obiettivi degli obiettivi sociali.

La Lombardia vanta il primato di start-up incubate nel 2016: il 70% di 382 start-up che in quell’anno hanno preso le mosse in tutta Italia grazie a 32 diversi incubatori, ha preso il via in Italia settentrionale (e oltre 190 di quelle 382 start-up è partita del Nord-Ovest). La Lombardia ha registrato il 31,9% di quelle start-up, davanti a Piemonte (15,2%) e Lazio (8,1%). Circa il 40% delle start-up opera in servizi di informazione e comunicazione, mentre il secondo settore più rappresentato è legato ad attività professionali, scientifiche e tecniche (25,8%). 

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