Martedì, 18 Maggio 2021
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Italiani chiamati a pagare tasse per 53,3 miliardi a giugno

La Cgia di Mestre preannuncia un giugno molto caro per i contribuenti italiani.

Entro il 30 giugno gli italiani dovranno pagare 53,324 miliardi di tasse, tra ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori, Tasi/Imu, Iva, Ires, Irpef riconducibile alle partite Iva, Irap, Tari e tutta una serie di altre imposte minori a carico di famiglie, imprese e lavoratori autonomi.

L’onere maggiore graverà sulle imprese: 11,452 miliardi da versare a titolo di pagamento delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori.

La prima rata dell’Imu-Tasi sulle seconde/terze case graverà per 9,874 miliardi sulle tasche degli italiani, per la maggior parte (5 miliardi) su quelle delle famiglie.

Il versamento dell’Iva relativa al mese di maggio costerà circa 9,4 miliardi di euro a carico dei contribuenti con scadenza mensile (imprese e lavoratori autonomi).

L’Ires peserà per 9,124 miliardi sulle imprese, chiamate questo mese a provvedere al pagamento del saldo 2017 e dell’acconto 2018 dell’mposta sui redditi delle società di capitali.

L’Irpef comporterà un prelievo di 4,3 miliardi circa dalle tasche di tutti i lavoratori indipendenti (partite Iva) e degli altri percettori di reddito (da fitti, altri proventi, etc.). A questa somma vanno aggiunte le addizionali regionali  e comunali sull’Irpef che ammonteranno rispettivamente a 1,553 e 0,605 miliardi. Le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi ammonteranno a 1,056 miliardi e le ritenute dei bonifici delle detrazioni Irpef a 0,160.

La Tari peserà intorno ai 2,1 miliardi (l’imposta viene riscossa in 4 rate e la Cgia stima che frutterà 8,4 miliardi durante l’intero anno), il saldo 2017 e l’acconto 2018 dell’Irap peseranno per 3,2 miliardi. Infine il diritto annuale delle Camera di commercio costerà 500 milioni.

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