Sabato, 24 Luglio 2021

Tasse locali rincarate di 7 miliardi in 2 anni

Immagine di repertorio

La Uil denuncia una pressione fiscale sempre più pesante, negli ultimi 2 anni, in virtù dei tributi locali: Imu, Tasi, addizionale comunale Irpe, addizionale regionale Irpef e Tari.

Le imposte locali sono cresciute da 42 a 49 miliardi in 2 anni: dal 2013 al 2015 hanno fatto registrare un incremento del 16,7%. Per quest’anno si attende un’inversione di tendenza almeno parziale, perché con l’ultima legge di stabilità la Tasi è infatti stata abolita, mentre le addizionali Irpef sono state bloccate (ma non per le Regioni che hanno in corso piani di rientro per riordinare i conti della Sanità pubblica).

I tributi locali nel 2015 sono stati pari a 1.969 euro per una famiglia tipo, individuata dalla Uil in una famiglia che abita in un appartamento di 80 metri quadrati e possiede anche un altro immobile (un magazzino o un'altra piccola abitazione). Rispetto a due anni prima, l'incremento in termini assoluti è stato di 308 euro. In particolare, per l'Imu/Tasi pagata sul secondo immobile, l'esborso medio è stato di 937 euro (+72 euro in 2 anni), con punte di 1.386 euro a Roma, 1.220 a Milano e 1.154 a Bologna. Per la Tasi sulla prima casa l'esborso medio è stato di 191 euro medi pro capite.

Roma è la città che applica le tasse locali più alte, alle sue spalle seguono Napoli, Torino e Milano. Rispetto ai circa 1.970 euro della media nazionale, i romani hanno versato nel 2015 oltre 2.700 euro.

I paletti posti dalla legge di stabilità per il 2016 lasciano la possibilità di rincari della Tari, delle tariffe per asili nido, mense scolastiche e rette di ricovero ospedaliero. E consentono a Sicilia, Abruzzo, Campania, Molise, Lazio, Piemonte, Puglia - Regioni alle prese col riordino dei conti della sanità pubblica - di rincarare ulteriormente l’addizionale Irpef.

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