Sabato, 25 Settembre 2021

Per ogni cento euro di tredicesima ne resteranno in tasca solo 14,6

Le tredicesime che dovrebbero essere pagate intorno a metà dicembre serviranno per la maggior parte a pagare tasse e bollette, secondo quanto evidenziano le associazioni dei consumatori Adusbef e  Federconsumatori. 

Per ogni 100 euro di tredicesima ricevuta, ai percettori ne rimarranno intasca soltanto 14,6 da utilizzare come meglio credono: il resto, appunto, è già vincolato per uscite che non si possono evitare (già a novembre gli adempimenti fiscali sono costati 55 miliardi agli italiani).

Quest’anno l'ammontare della tredicesima è di 34,4 miliardi di euro (l'1,5% in più rispetto ai 34,4 miliardi del 2015), suddivisi in questo modo: 9,2 miliardi ai pensionati (sostanzialmente la stessa quota dell’anno scorso) 9,5 miliardi ai lavoratori pubblici (+1% rispetto al 2015); 15,7 miliardi (+0,6%) ai dipendenti privati (agricoltura, industria e terziario).

L'85,2% della tredicesima sarà consumato da tasse, mutui, bolli, canoni: secondo i calcoli delle due associazioni, 5,1 miliardi saranno utilizzati per pagare le polizze assicurative per la responsabilità civile automobilistica (Rc Auto), 4,3 miliardi per saldare prestiti e/o ratei; le rate del mutuo assorbiranno fino a 3,8 miliardi, il bollo auto 4,2, le bollette 7,7 miliardi, l’Imu sulla seconda casa 2,3 miliardi; la seconda rata della Tasi comporterà un esborso intorno ai 2,4 miliardi (Imu e Tasi devono essere versate per il 16 dicembre). Il totale delle voci di uscita arriva a 29,8 miliardi, in aumento dell’1,7% rispetto al 2015. 

Solo 5,1 miliardi di euro rimarranno in tasca a lavoratori e pensionati: il che equivale a dire che chi ha diritto a ricevere la tredicesima mensilità non ne potrà usare per sé più del 14.6%.

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