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Venerdì, 3 Dicembre 2021

Come far fronte ai bisogni di liquidità quando si viaggia

Con una carta di credito si possono pagare somme che al momento dell’acquisto non si hanno disponibili, con la stessa carta e col bancomat si può (o si dovrebbe potere) fare acquisti in qualsiasi negozio d’Italia, d’accordo. Ma che fare quando si va all’estero?

All’estero non si possono portare più di 10mila euro in contanti, perché oltre quella soglia le norme antiriciclaggio impongono di dichiararli alle autorità doganali. Avere un po’ di contanti con sé, di contro, è utile soprattutto se si va in località dove l’uso dei pagamenti elettronici non è molto diffuso

Se occorre cambiare valuta in generale è meglio farlo in Italia, perché le commissioni all’estero in genere sono più alte. Il cambio può comunque essere sempre effettuato anche a destinazione, presso una banca straniera o un ufficio postale o in hotel e può anche darsi che in alcune località  commissioni (fisse o in percentuale) e tasso di cambio applicato siano più conveniente, se si ha tempo ci si può informare prima della partenza.

La carta di credito persa o rubata può essere bloccata anche all’estero, di norma attraverso lo stesso numero verde predisposto per questa eventualità in Italia, aggiungendo solo il prefisso internazionale dell’Italia (0039 o +39). Ogni somma spesa con la carta di credito dopo che ne sia stato segnalato il furto o smarrimento dev’essere rimborsato, per spese effettuate prima della segnalazione c’è invece una franchigia massima di 150 euro.

Al posto della carta di credito si può utilizzare una carta prepagata sulla quale si può essere caricato quanto denaro occorre. La carta prepagata permette di prelevare dagli sportelli automatici e di pagare nei negozi aderenti al suo circuito di riferimento, ovviamente nei limiti del denaro precedentemente caricato (addebita le spese nel momento in cui sono state fatte e quindi non è possibile utilizzarla oltre l’importo caricato). Le ricariche possono essere effettuate fino alla sua scadenza (in genere 3 anni, ma si arriva anche ai 10 anni dall’emissione) e per ottenere la carta non occorre avere un conto corrente. I principali costi sono: costo all’emissione una tantum, commissioni per ogni ricarica, commissioni per il rimborso del residuo, costo di prelevamento agli sportelli automatici, commissione aggiuntiva sul tasso di cambio quando la carta è usata in paesi che non usano l’euro. Le procedure in caso di furto o smarrimento sono le stesse in uso per le carte di credito.

I TravelersCheque non sono più molto usati, ma sono una valida soluzione per località dove i pagamenti elettronici non siano molto diffusi. Si tratta di assegni di viaggio che garantiscono un rimborso del 100% in caso di smarrimento e furto e godono spesso di un tasso di cambio vantaggioso.

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