Martedì, 27 Luglio 2021

Chi è Vincenzo Boccia, il nuovo presidente di Confindustria

Vincenzo Boccia (Infophoto)

Nato a Salerno nel 1964, sposato e padre di due figlie, il nuovo presidente di Confindustria Vincenzo Boccia è amministratore delegato dell’azienda di famiglia Arti Grafiche Boccia, considerata "la boutique europea dell’industria grafica".

Sostenuto da Emma Marcegaglia e Luigi Abete, ha avuto l’appoggio delle federazioni confindustriali del Piemonte, di una parte della Lombardia (Lecco, Sondrio, Mantova e Legnano) e del Veneto (Vicenza, Verona, Venezia), poi i voti del Sud tranne quelli di Napoli che insieme all’ex presidente Antonio D’Amato aveva scommesso su Bonometti.

Durante la corsa per la guida di Viale dell’Astronomia ha detto: "Devo molto a ciò che ho imparato in Confindustria. Non userò mai il termine discontinuità. Preferisco la parola comunità: è lo spirito da ritrovare. Questa è stata una sfida per identità culturali diverse e non per latitudine".

Ha dichiarato che "la questione industriale è culturale" spiegando che "dobbiamo sapere raccontare con orgoglio l’importanza dell’identità industriale e produttiva d’Italia". Ed ha aggiunto: "La piccola impresa è la condizione di partenza da superare: le piccole devono diventare medie; le medie devono diventare grandi, le grandi devono diventare multinazionali. È la mia ossessione".

Ha iniziato come ragazzo di bottega nella tipografia paterna: figlio di Orazio, uno scugnizzo cresciuto in un orfanotrofio e divenuto poi tipografo col sogno di realizzare una grande impresa nel Sud, accoglieva i clienti per correggere le bozze: "Giornalisti, scrittori, commercianti, politici alle prese con le campagne elettorali: chiunque avesse qualcosa da stampare veniva da noi, e incominciava a parlare, proponendo la sua idea di mondo. È stato il più efficace dei master".

La sua azienda conta 160 dipendenti più una trentina di contratti a tempo e un fatturato di 40 milioni di euro, un terzo del quale realizzato all’estero; quartier generale di 25mila metri quadrati nella zona industriale di Salerno, ha uffici a Parigi, a Norimberga, ad Aarhus, a Beirut. Cinquanta  milioni di euro di investimenti negli ultimi 10 anni hanno dotato l’azienda di un’impiantistica flessibile e all’avanguardia, che la rendono capace di stampare le più esclusive riviste di design del nord Europa e le più familiari etichette sulle tavole italiane.

Dai suoi stabilimenti escono l’etichetta rossa dell’acqua Ferrarelle, di salse e marmellate, stampe dell’Ikea, volantini di Carrefour ed etichette di cibi vari con "un livello di fidelizzazione dei nostri clienti del 90%". Le sue rotative sono Heidelberg, Komori, la Corona Muller Martini, la Goss M600 A24, mostri da 50 mila copie all’ora, ma c’è anche la nottambula Cerutti che stampa la Città di Salerno, periodici di auto e moto, riviste rock e album di figurine Panini per gli Europei. Vicino alle rotative moderne c’è anche un piccolo museo della stampa "con macchinari suggestivi, come quello dei falsari Totò e Peppino De Filippo ne La banda degli onesti. 

Dentro, i rotoli di carta Burgo, enormi come balle di fieno in campagna. Fuori, omaggio alla cultura urbana con i murales di nove writers che hanno reinterpretato la B di Boccia.

I suoi operai sulla tuta hanno la bandiera sia italiana che europea e lui nel suo studio ha una foto di Falcone e Borsellino scattata da Tony Gentile, una figura di geisha vestita di rosso, la bomboniera del suo matrimonio e una bandiera cinese.

Ama Ciajkovskij e Beethoven e vive a Pontecagnano, con la famiglia. Al polso indossa un bracciale di caucciù e motivi a lisca di pesce che considera un portafortuna: "Me l’ha regalato una delle mie figlie, e io la penso come Eduardo De Filippo: essere scaramantici è da ignoranti, non esserlo porta male".

Si parla di
Sullo stesso argomento

Chi è Vincenzo Boccia, il nuovo presidente di Confindustria

Today è in caricamento