Martedì, 19 Gennaio 2021
Cianuro Balsamico

Cianuro Balsamico

A cura di Gabriele Casagrande

10, 100, 1000 Radio Belva!

Giuseppe Cruciani e David Parenzo

Per alcuni è stato un vacuo fuoco di paglia, per altri un fuoco di passione di una notte purtroppo irripetibile. “Radio Belva”, il talk trash politico condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo su Rete 4, trasposizione in video della popolare trasmissione radiofonica “La Zanzara” targata Radio 24, è stato sospeso. Ascolti infimi, situazione ad ampi tratti fuori da ogni controllo con Sgarbi che sbrocca e Cruciani più volte costretto a chiamare la pubblicità per riportare la calma, contenuti nulli dei servizi lanciati e troppi ospiti in studio hanno portato il direttore di rete Giuseppe Feyles a optare per la sospensione: “Il programma non ha le caratteristiche di tono e contenuto adatti al prime time della rete – recita una nota – Ieri (mercoledì sera, ndr), in alcuni momenti, la concitazione della diretta ha preso una deriva non condivisibile, della quale ci scusiamo con il pubblico e gli ospiti in studio e in collegamento”. Severo il commento di Mauro Crippa, direttore generale dell'informazione di Mediaset: “Radio Belva torna ai box – commenta - La nuova trasmissione di Cruciani e Parenzo ha provato a fare un giro di pista, ma è finita fuori alla seconda curva. Ho visto cose che non si possono vedere in onda. La trasmissione, però, tornerà prossimamente in gara nelle forme e nei modi che vi faremo sapere al più presto”.

La bocciatura giunge soprattutto dal pubblico: l'irrisorio 2,8% raccolto in prime time sancisce ufficialmente la crisi dei programmi televisivi genuinamente trash (Vi prego, non venite a citarmi Amici o un qualsiasi talent farlocco come esempio perché altrimenti vengo a casa vostra a spaccarvi la faccia). Come fatto notare in maniera acuta da Gregorio Paolini, autore televisivo di provata esperienza, il pubblico televisivo italiano respinge il trash: “Il punto – spiega - è che oggi, anche se da qualche trovata sprizza comunque una corrosiva intelligenza (mandare Emilio Fede in un circolo di Sel) questo tipo di prodotto viene sostanzialmente rifiutato dal pubblico”. Non solo: “Sgarbi che urla 'ti piscio in testa' non stupisce e non incuriosisce, dà solo fastidio. Conoscono la ricetta e non hanno tanta voglia di buttarla in caciara. Sono incazzati e impauriti. Hanno altre cose per la testa”.

A queste note aggiungerei anche il fatto che il pubblico italiano ha una tremenda paura di guardarsi allo specchio grazie a un programma trash quale “Radio Belva”: lo spettatore medio vuole sentirsi intelligente, vuole essere vezzeggiato, vuole vivere con la sensazione o l'illusione di sentirsi migliore degli altri, di essere superiore alla “casta” o ai cattivi del momento (gli immigrati, i comunisti, i truffatori, il Bilderberg, i liberisti, ecc.), ha ampiamente sviluppato approfondite modalità di autocompiacimento e non vuole rivedersi in uno Sgarbi che dà di matto o in una Maria Giovanna Maglie sformata con un cerone totalmente impresentabile. Se vuole indignazione a buon mercato, lo spettatore guarda Striscia la notizia o Le Iene; se vuole un'indignazione culturalmente più impegnata di cui rendere edotto il mondo intero con commenti sprezzanti su Facebook o Twitter guarda Presa Diretta o Report (guai dimenticare gli elogi alla Gabanelli, guai!); se voglio indignazione complottare mi sintonizzo su La7 per ascoltare Barnard pontificare sui massimi sistemi nella vetrina offertagli da La Gabbia di Gianluigi Paragone.

Lo stesso discorso è sovrapponibile al consumo di contenuti di carattere “culturale”: non preoccupatevi che, caso mai Benigni andasse in tv a leggere la Divina Commedia, ci sarà sempre qualcuno che verrà a farvelo sapere grazie ai social (chissà perché nessuno commenta mai i documentari di Super Quark). Uguale per “Che tempo che fa”: i grandi nomi che devono presentare libri, i personaggi o i politici più in voga del momento si mettono in fila e attendono il loro turno per esprimere i loro profondissimi concetti mediante incursione pubblicitaria per presentare libri o cd di fronte all'asta del microfono che risponde al nome di Fabio Fazio. Sabato 12 ottobre, tra i vari personaggi che interverranno sul programma di Rai 3, ci sarà anche lo scrittore Khaled Hosseini. Non ho letto nessuno dei suoi libri, ma ricordo con profondo travaglio d'animo quei giorni del 2004 in cui, salendo sull'autobus che dal liceo mi avrebbe riaccompagnato a casa, tutti, e dico tutti!, i passeggeri che erano riusciti a guadagnarsi un posto a sedere estraevano una copia de “Il cacciatore di aquiloni” da ostentare unita alla grande concentrazione profusa nella lettura di quelle pagine. “Vedi come sono colto? - sembrano dire - Vedi come sono intelligente? A casa ho poi anche l'ultimo numero di MicroMega con un editoriale di Paolo Flores d'Arcais che spiega perché è un coglione chiunque la pensi diversamente da lui. E poi, chi critica Saviano è uno che parteggia per la Camorra!”.

Io ho scelto. Io ho scelto razionalmente l'osceno, ho scelto di stare dalla parte del torto, respingo la retorica del bene e dei buoni sentimenti, non posso accettare che la dittatura del telecomando retta dai soggetti sopracitati possa privarmi di quella meravigliosa merda d'artista che è stata la serata di mercoledì 9 ottobre su Rete 4. Ridatemi Cruciani. Ridatemi Emilio Fede che intervista il comunista somalo. 10, 100, 1000 Radio Belva.

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10, 100, 1000 Radio Belva!

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