Domenica, 28 Febbraio 2021
Cronache marziane

Cronache marziane

A cura di Rossella Lamina

Chi ha paura di Erri De Luca?

Si sente distintamente il puzzo di bruciato di una nuova caccia alle streghe. E non è da un barbecue che si è levato il fumo dell’esposto contro Erri de Luca, annunciato dopo il sostegno espresso dallo scrittore alla battaglia contro la Tav in Val di Susa.

Fra le motivazioni della denuncia presentata dalla LTF,  società titolare della realizzazione della tratta comune per l’alta velocità Torino-Lione, l’aver “quantomeno istigato a commettere sabotaggio”.

Mentre crescono le cause temerarie nei confronti dei giornalisti di inchiesta, minacciati di risarcimenti milionari di fronte ai quali anche la più solida delle testate si sente tremar le vene ai polsi, adesso si cerca di intimidire gli intellettuali e gli artisti che osano schierarsi  “spendendo” la propria notorietà a sostegno di battaglie reputate giuste.

Al momento, nel nostro Paese, non si può dire che di questa genia di intellettuali ce ne sia uno stuolo. L’autocensura impera e i nomi noti della cultura tendono a scendere in campo su quelle che personalmente definisco le “battaglie contro la grandine”, ovvero contro quei fenomeni che (esattamente come la grandine) tutti, ma proprio tutti - campagnoli e cittadini, animali e vegetali, e forse persino i minerali - considerano dannosi e negativi.

Le battaglie vere, quelle che contrappongono sfruttati e sfruttatori; quelle contro gli stupri dei territori e delle popolazioni che ci vivono; fra il lucro presente dei pochi ed il danno – presente, futuro e permanente – arrecato ai tanti, comportano ben altro impegno.

Tocca nel profondo la reazione di Erri De Luca: “Essere denunciato per aver espresso pubblicamente le mie convinzioni, rappresenta un riconoscimento, una sorta di premio letterario”, ha affermato lo scrittore, in un contesto dove per i premi si fanno carte false e chi vi rinuncia, sia pure per una buona causa, raccoglie insulti a canestri.

Chi ha paura di Erri De Luca? Viene allora da chiedersi, parafrasando una nota pièce teatrale. Sicuramente non Ascanio Celestini, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Wu Ming, Andrea Rivera, che hanno manifestato la loro solidarietà sfidando questo clima di neo-maccartismo.

Un clima fomentato anche da proposte come quella del senatore della Repubblica Giuseppe Esposito, vice presidente dei senatori PDL, che invita a sabotare i libri di De Luca . Chissà se a qualcuno non sia già venuto in mente di “termovalorizzarli”  dentro qualche inceneritore campano, a cui lo stesso scrittore si è opposto apertamente: lì dentro non sarà difficile raggiungere i 451 gradi Fahrenheit (mio povero Bradbury!), con cui dissolvere l’opera dell’ “artista degenerato” Erri De Luca…

Ma forse l’Esposito del PDL voleva mettersi a paro con il suo omonimo collega senatore del PD, lo Stefano Esposito coautore del libro “Tav sì”, che prendendosela con mezzo mondo (da Civati ai 5 Stelle, da Puppato a Vendola, passando per Rifondazione) aveva anche chiesto di decapitare mandanti politici e le organizzazioni che li sostengono”.

A questo punto mi verrebbe da lanciare due proposte:

n. 1 – andare in massa in libreria ad acquistare l’opera omnia di De Luca. Chi ha già i suoi libri, approfitti per regalarli a chi non li ha; chi, come la sottoscritta, ha molte lacune in merito, può approfittare per colmarle…

n. 2 – se la denuncia a De Luca dovesse concretizzarsi, adottare la “tecnica Spartacus”, inteso come film di Stanley Kubrick, nella sequenza in cui in cui tutti gli schiavi che hanno partecipato alla rivolta si autodenunciano al grido di “io sono Spartaco!”. Insomma, un “siamo tutti Erri De Luca” che, forse, sta già aleggiando in rete...

…A proposito invece di reti (metalliche) e di cesoie, guardate un po’ che tipo di filo spinato è stato messo nei cantieri del terzo valico, come racconta il documentario “Natale No tav”,  di Adonella Marena. La regista ha già realizzato nel 2005 “No Tav, gli indiani di valle”,  film di grande interesse non solo per l’approfondimento del tema ma soprattutto per l’attenzione ai protagonisti di quella battaglia, ai quali Marena lascia spazio e parola con uno sguardo di rara delicatezza.

« Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle. Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. »

Tratto da “Opera sull'acqua e altre poesie”, di Erri De Luca.

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