Curarsi mangiando

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Emorroidi: cause, stile di vita e rimedi utili

Ed ecco la risposta al sondaggio pubblicato oggi: si parlerà, in questo articolo, di emorroidi, stile di vita, cause, alimentazione, rimedi utili. Buona lettura!

Emorroidi: un problema ostico.  Perché si presentano?

Le emorroidi sono un problema che affligge circa il 10% della popolazione adulta e sono più frequenti nei paesi industrializzati dove la sedentarietà e il consumo di cibi raffinati minacciano la salute e la qualità di vita.

Ci sono diversi fattori che possono favorire la formazione delle emorroidi: una debolezza congenita delle pareti dei vasi sanguigni e in particolare di quelle della zona perianale; la gravidanza, che determina un aumento della compressione in quella zona del corpo; l'obesità; e altri fattori temporanei o cronici come la stitichezza prolungata. Anche il caldo dell'estate ha probabilmente contribuito a scatenare il violento attacco che fortunatamente si è risolto senza intervento chirurgico.

Inoltre, un problema particolarmente incidente nella formazione di emorroidi è la stipsi, l’intestino pigro.

Per prevenire le emorroidi è importante adottare tutte le strategie contro la stitichezza e l’apporto di fibre insolubili e solubili è fondamentale per questo. Cosa fare per evitare che il problema si ripresenti? Per prima cosa è importante adottare tutte le strategie anti-stitichezza. L'apporto di fibre insolubili e solubili è fondamentale. Le prime, velocizzano il transito intestinale, le seconde, favoriscono la formazione di feci morbide. Cereali integrali, legumi, frutta e verdura sono le fonti principali.A volte piccoli inaccorgimenti alimentari causano stipsi passeggera, altre volte il fenomeno diventa più consistente. Perché avviene questo? Innanzitutto le cause sono tra i comportamenti più banali e a cui prestiamo meno attenzione:

  • Apporto inadeguato di fibre;
  • Stress (aumento del cortisolo, carenza di magnesio)
  • Apporto inadeguato e/o scarso di acqua
  • cioccolato, the, vino, caffè (per il contenuto in fitati e ossalati e tannini, questi ultimi dalle proprietà
  • astringenti e antidiarroiche, riducono le secrezioni ghiandolari e la peristalsi e vasocostringono)
  • Squilibri elettrolitici (in particolare il sodio, potassio, magnesio, fosforo)
  • Digestione meno efficiente  (ridotta acidità gastrica, ridotta secrezione biliare)
  • Iperproliferazione batterica intestinale
  • Sensibilità alimentari e/o infiammazione da cibo
  •  Apporto inadeguato di grassi buoni
  • Patologie pregresse (ipotiroidismo, ipercalcemia, parkinson, IBS, IBD, sindrome da intestino permeabile, discinesie, malattie neurodegenerative)
  • Poco sonno e stanchezza accumulata
  • Pasti troppo abbondanti e uso di snack junk food
  • Alcuni farmaci e integratori di calcio e/o ferro
  • Ingestione incontrollata di prodotti caseari (per il contenuto in calcio che influisce sulla peristalsi), semi e noci

Trattamento delle emorroidi mediante lo stile di vita

Tuttavia, gli accorgimenti per evitare questi problemi ci sono, molto spesso siamo noi a trascurarli. Innanzitutto è necessario apportare grassi di buona qualità, in particolare monoinsaturi (olio evo, olive, avocado, macadamia), poli insaturi (pesce), a corta catena (tuorlo d’uovo, ghee, olio di cocco extra vergine, apportare la giusta dose di sodio attraverso l’utilizzo moderato (non nullo) di sale marino integrale non raffinato (grigio bretone, rosa himalayano, di cervia, di trapani, bere acqua durante la giornata, a digiuno al mattino e lontano dai pasti, adeguare l’apporto di fibre (né troppe né poche) e prestare attenzione alle integrazioni di fibre (se si verificano emorroidi in casi di stipsi da rallentato transito potrebbero peggiorare la situazione, alcune mucillagini usate negli integratori –chia, semi di lino, psyllium- sono immunogene e divengono in parte substrato per i microbi intestinali fermentativi, quindi disbiosi).
Inoltre, è essenziale prestare attenzione anche a:

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  • Possono essere utili probiotici ed alimenti/bevande fermentate (non in caso di disbiosi o sibo o in situazioni acute o immunodepressi)
  • Consumo di brodo d’ossa
  • Integrazione di magnesio
  • Migliorare la digestione: la masticazione, l’acidità gastrica, le secrezioni enzimatiche e biliari
  • Esercizio fisico (la sedentarietà e il lungo tempo seduti sono deleteri)
  • Una corretta posizione durante la defecazione utilizzando un rialzo su cui appoggiare i piedi e cercare di non forzare troppo la muscolatura durante la defecazione
  • Riposo notturno, rispettando i ritmi circadiani o perlomeno cercare di favorire un buon riposo (evitare esposizione a schermi, telefoni, luci intense nelle ore prima di coricarsi, preferire un luogo di riposo completamente buio, non rumoroso, non troppo caldo)
  • Consumo moderato di noci e semi
  • Una dieta terapeutica di eliminazione per gestire le sensibilità alimentari.

Ci tengo a precisare che il ruolo del nutrizionista e dello specialista è essenziale, per escludere eventualmente anche altri fattori scatenanti il problema.

Curarsi mangiando

Il Dott. Francesco Garritano, laureato dapprima in Chimica e tecnologia farmaceutica, poi in Scienze della nutrizione è un biologo nutrizionista che, premiato dalla passione per il suo lavoro, esercita la sua professione in tutte le province calabresi, a Roma, a Milano, a Vicenza ed a Taranto. Ormai da tanti anni è entrato nel network dei medici di segnale, uniti dall’acronimo GIFT, il quale indica i principi sui quali si basa una sana alimentazione preventiva e curativa: Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono muscolare. Nel mese di maggio ha presentato il suo primo libro, frutto dell’esperienza di questi anni di lavoro, “Il dimagrimento parte dalla testa”, uno scritto che sottolinea quanto sia importante l'aspetto psicologico nel momento in cui si decide di iniziare un percorso con il biologo nutrizionista, definendo la costanza, la determinazione e la motivazione punti cardini dello stesso percorso. Inoltre, svolge la professione di docente e relatore in vari convegni in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, poichè responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi

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