Venerdì, 6 Agosto 2021
Curarsi mangiando

Opinioni

Curarsi mangiando

A cura di Francesco Garritano

Ho un continuo gonfiore addominale, colpa della SIBO?!

Se soffrite spesso di sintomi come gonfiore e dolore addominale, meteorismo, eruttazioni, alvo alterno (stipsi e diarrea), reflusso gastrico, nausea, stanchezza ed acne, questi potrebbero essere il campanello d’allarme della SIBO.

L’acronimo SIBO sta per “small intestinal bacterial overgrowth”, ovvero una crescita eccessiva di batteri nel piccolo intestino; ma come si verifica questa condizione? Il piccolo intestino, o intestino tenue, non presenta fisiologicamente un’ingente quantità di batteri, anzi, questi rappresentano 1/1000 di quelli contenuti nel crasso, in quanto questa piccola quantità deve garantire soltanto la protezione dai microrganismi patogeni e dai lieviti che ingeriamo. Quando si ha una sovracrescita di batteri all’interno del tenue significa che si è rotto l’equilibrio fra il tenue ed il colon, la quale rottura provoca la migrazione di diversi tipi di batteri dal colon verso il piccolo intestino.

L’organismo si difende dalla proliferazione batterica tramite alcuni meccanismi quali la peristalsi, che previene la stasi del contenuto intestinale, gli enzimi pancreatici, la bile e l’acido cloridrico che hanno una certa funzione batteriostatica e tengono sotto controllo la crescita microbica.
Le cause dell’alterazione dell’equilibrio intestinale sono numerose: l’ipocloridria è una delle tante cause, ovvero la poca disponibilità di acidi gastrici, che non riescono a digerire correttamente le proteine e quindi ad assorbirle, causando la putrefazione e la fermentazione delle stesse e dando origine a infiammazione, ma anche a produzione di gas (idrogeno) e ammoniaca. L’acidità gastrica tende a diminuire soprattutto quando si assumono farmaci come gli inibitori di pompa protonica. 

Altri fattori che determinano questa sindrome sono lo stress, che può ridurre la secrezione di acido cloridrico e la peristalsi intestinale, le infiammazioni intestinali (sindrome del colon irritabile, Crohn, ecc.), un sistema immunitario debole, l’utilizzo di antibiotici senza aver effettuato una cura di fermenti lattici in concomitanza; infatti, l’abuso di antibiotici porta da una parte allo sviluppo di batteri patogeni resistenti agli antibiotici, dall’altra elimina alcuni batteri buoni che ci difendono dai patogeni, quindi prepara un ambiente perfetto per lo squilibrio intestinale.
Inoltre, chi soffre di permeabilità intestinale può andare incontro a SIBO soprattutto in presenza di metalli, come il ferro ed il nichel, che si introducono tramite l’alimentazione; se questi sono eccessivi vengono utilizzati dai batteri per rinforzarsi ed agire nei punti sbagliati.

Come diagnosticare la SIBO?

La SIBO può essere diagnosticata sottoponendosi al Breath test al glucosio, eseguibile anche nel mio studio; si somministra un concentrato di glucosio ed in seguito all’espirazione si va a misurare la concentrazione di idrogeno (H2) liberato; l’idrogeno si forma perché normalmente nell’intestino tenue vi è una flora batterica intestinale scarsa, che non fermenta alcuno zucchero, se invece si soffre di SIBO, gli zuccheri fermentano liberando idrogeno.
Il test inizia alle ore 7.30 circa del mattino ed ha una durata di 2 ore. Nei sette giorni prima della data fissata per l’esame, il paziente non deve fare alcuna terapia a base di antibiotici, fermenti lattici e lassativi e non deve avere una diarrea importante in corso.

Il giorno precedente l’esame il paziente deve alimentarsi esclusivamente con a colazione un bicchiere di the e fette biscottate, a pranzo un piatto di riso bollito condito con poco olio ed a cena con una bistecca o del pesce lesso. Bere solo acqua e non assumere frutta, verdura, pasta e pane. Il giorno dell’esame è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore, evitare assolutamente di fumare e di sottoporsi a sforzi fisici eccessivi. Effettuare uno sciacquo del cavo orale con collutorio alla clorexidina 0.2%.

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