Giovedì, 29 Ottobre 2020
Curarsi mangiando

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A cura di Francesco Garritano

Rettocolite ulcerosa, cosa c'è da sapere su questa diffusa malattia autoimmune

Oramai sono molti i pazienti che giungono in studio soffrendo di problemi a livello gastrointestinale. Una patologia di cui vi parlerò in questo articolo è la rettocolite ulcerosa, una malattia cronica intestinale su base autoimmune, che genera numerosi problemi di varia natura che leggerete qui in dettaglio.

Rettocolite ulcerosa, cos'è

La rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI), che in primis coinvolge il retto e successivamente può estendersi al restante tratto del colon in maniera parziale o anche totale. La caratteristica principale di questa patologia è la presenza di lesioni ulcerose che vanno a generare tutta la sintomatologia della malattia, con un andamento della patologia caratterizzato dall’alternarsi di periodi di maggiore acuità e periodi di miglioramento; tuttavia, con l’avanzare del tempo, i periodi di benessere tendono sempre più a diminuire.

Rettocolite ulcerosa, le cause

Molte sono le domande che mi giungono relative alle cause di questa infiammazione: al giorno d’oggi non sono ancora ben note, si stimano tuttavia cause ambientali, fattori genetici riconducibili ad anomalie cromosomiche, e cause immunitarie: qui ritroviamo una serie di fattori, quali altre malattie autoimmuni in corso che scatenano la malattia, fattori ambientali come microorganismi batterici intestinali che, in presenza di un assetto genetico predisponente, possono scatenare l’attacco da parte del sistema immunitario in cui rimane coinvolto anche l’intestino, e poi fattori quali la presenza nel sangue di autoanticorpi contro la tropomiosina e citochine di tipo Th2.

Rettocolite ulcerosa, sintomatologia

I sintomi clinici che si riscontrano nei pazienti affetti da rettocolite ulcerosa sono la diarrea, spesso con sangue e muco, i dolori addominali, coliche , perdite di liquidi associate a disidratazione, febbre, tachicardia e perdita di peso. La sintomatologia più importante nella rettocolite ulcerosa è la perdita di funzionalità della barriera intestinale con mancanza dei fenomeni peristaltici: la conseguenza è data da difficoltà ad evacuare, con accumulo di feci e fenomeni da ostruzione intestinale, ingrossamento notevole dell’intestino e quindi megacolon tossico. Inoltre, si è visto che circa nel 35% dei soggetti colpiti possono essere presenti dei sintomi extra- intestinali, come ad esempio dolori articolari e manifestazioni dermatologiche. Trattare bene il problema della rettocolite ulcerosa, adottando gli accorgimenti che tra un po’ vi enuncerò, sono essenziali per evitare complicazioni quali il megacolon tossico ma anche il cancro del colon, in conseguenza alle lesioni precancerose a livello delle ulcere intestinali.

Rettocolite ulcerosa, diagnostica

La diagnosi della rettocolite ulcerosa è effettuabile quando la malattia è già in corso, non esistono esami specifici che consentono di effettuare una prevenzione laboratoristica del problema prima che insorgano le manifestazioni cliniche. Gli esami più comuni da effettuare sono:

  • VES
  • Calprotectina fecale
  • Radiografia intestinale
  • TAC
  • RMN
  • Colonscopia

La colonscopia rileva in maniera precisa la presenza della malattia, per la presenza di ulcere, ingrossamento e sfaldamento dell’epitelio intestinale. A differenza del morbo di Crohn, in questo caso la colonscopia rileva i segni della malattia che si estendono dalla zona rettale fino a proseguire in modo continuo lungo il colon discendente, e così via, a differenza del Crohn in cui la patologia presenta la caratteristica manifestazione a salti.

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Rettocolite ulcerosa, consigli pratici

Da specialista in malattie autoimmuni e nutrizione clinica, quello che consiglio per la rettocolite ulcerosa è prestare attenzione allo stile di vita, alle abitudini alimentari ed evitare i fattori che scaturiscono infiammazione :

  • Mangiare con regolarità porzioni adeguate di cibo, senza esagerare con le quantità, in modo da ridurre il carico sull’apparato digerente e favorendo la digestione;
  • Ridurre l’assunzione di grassi omega 6 incrementando, invece, il consumo di grassi omega 3;
  • Eliminare gli zuccheri semplici, gli edulcoranti ed i carboidrati raffinati dalla propria dieta;
  • Eliminare latte e derivati dalla propria dieta, avendo un alto indice insulinico, favoriscono l’infiammazione;
  • Evitare i cibi conservati e semi-lavorati;
  • Eliminare i cibi speziati e piccanti;
  • Limitare il consumo di frutta secca e semi;
  • Eliminare le fritture e prediligere metodi di cottura soft;
  • Non eliminare completamente l’uso di fibra vegetale: nelle fasi acute evitare la frutta ad alto contenuto di fibra solubile, i legumi, e verdura come ad esempio i cavoli e cavolini di Bruxelles. È fondamentale una reintroduzione molto graduale, valutandola con eventuali effetti collaterali iniziali come per esempio meteorismo, scariche più frequenti, dolori addominali;
  • Eliminare bevande gassate e sostanze nervine irritanti la mucosa gastrica (the, caffè).
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