Giovedì, 28 Ottobre 2021
Curarsi mangiando

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A cura di Francesco Garritano

Tiroidite di Hashimoto e fibromialgia: ecco perché le patologie sono correlate

Tiroidite di Hashimoto e fibromialgia rientrano nella classe delle malattie autoimmuni ovvero malattie caratterizzate dalla produzione di anticorpi rivolti contro tessuti del nostro organismo. Ognuna di queste patologie non è a sé stante ma sembrano essere correlate. Vediamo perché.

L’ipotiroidismo è una patologia della tiroide caratterizzata dal ridotto funzionamento della stessa. In questa condizione la tiroide non è in grado di produrre la quantità di ormoni necessaria a soddisfare le richieste dell’organismo. Poiché la tiroide e di conseguenza gli ormoni tiroidei influenzano varie funzioni del nostro organismo, la riduzione degli ormoni causa il rallentamento di queste funzioni, tra cui quelle metaboliche. Per quanto riguarda le malattie autoimmuni quando si parla di ipotiroidismo si fa riferimento alla tiroidite di Hashimoto; in questa condizione patologica vi è la distruzione della ghiandola tiroidea che viene attaccata dal nostro sistema immunitario, di conseguenza non è più in grado di garantire la quantità necessaria di ormone tiroideo. Rientra tra le malattie autoimmuni anche la fibromialgia; a differenza della tiroidite di Hashimoto, però, la fibromialgia ha un’eziologia sconosciuta e, come ho detto in un precedente articolo, il paziente prima che gli venga diagnosticata questa patologia molto spesso è costretto a sottoporsi a visite da parte di diversi specialisti. Queste due patologie, per certi aspetti simili e per altri aspetti molto diverse sono però collegate tra di loro, questo è quanto emerso da uno studio in cui è stato valutato se i pazienti con tiroidite di Hashimoto sono predisposti oppure no allo sviluppo di fibromialgia. Hanno partecipato a questo studio 39 pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto e 13 pazienti affetti da ipotiroidismo subclinico i quali sono stati confrontati con 37 pazienti con fibromialgia e 25 soggetti sani. Sono stati effettuati dei prelievi di sangue per valutare i livelli di TSH sierico, della triiodotironina libera, della tiroxina libera, degli anticorpi anti-tireoperossidasi, degli anticorpi anti-tireoglobulina e degli autoanticorpi non organo specifici. Per valutare la severità della fibromialgia è stato utilizzato il questionario FIQ, mentre la gravità del dolore è stata valutata utilizzando una scala visiva analogica (VAS). Dall’analisi di tutti i dati è emerso che nel 33,3% dei pazienti è stata riscontrata la contemporanea presenza di tiroidite di Hashimoto e fibromialgia, mentre la prevalenza della fibromialgia nei pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto con ipotiroidismo subclinico era del 28,5%. Questi dati suggeriscono che queste due patologie potrebbero essere tra loro correlate e che l’insorgenza della fibromialgia potrebbe essere la conseguenza di una condizione di ipotiroidismo autoimmune.

A favore di questa tesi vi è un altro studio più recente di quello appena citato secondo il quale l’autoimmunità tiroidea, che colpisce il 10% della popolazione, è collegata allo sviluppo della fibromialgia e del dolore cronico diffuso. Visto il legame tra queste due patologie è molto importante, nel caso in cui venga diagnosticata la fibromialgia, indagare anche sulla funzionalità della tiroide; solo avendo un quadro completo sarà possibile trattare nel migliore dei modi entrambe le patologie.

Malattia autoimmune o malattie autoimmuni?

Dopo aver fatto una introduzione per capire bene di cosa si tratta la questione, andiamo ora più nello specifico del problema.

Spesso i miei pazienti in studio, ma anche alcune persone che mi hanno fatto domande durante alcuni programmi televisivi in cui sono intervenuto, mi hanno chiesto: “Dottore, ma è possibile poter ammalarsi di ulteriori malattie autoimmuni se già sono affetta dalla tiroidite di Hashimoto?”, oppure “Dottore, sono fibromialgica, ma ho sentito dire che se non tratto in tempo la patologia autoimmune, potrei incorrere nel rischio di averne addirittura altre. E’ possibile?”.

La causa delle malattie autoimmuni la ritroviamo in errori presenti nel sistema immunitario, il quale inizia ad attaccare cellule sane dei tessuti anziché le cellule nocive degli ospiti o tossine e sostanze negative.

Malattie autoimmuni: la verità che nascondono

I soggetti affetti da tiroidite di Hashimoto hanno un rischio 5 volte maggiore di contrarre altre malattie autoimmuni.

Un recente studio afferma che i pazienti con la suddetta tiroidite autoimmune rischiano di sviluppare nel corso del tempo ulteriori malattie autoimmuni in misura maggiore rispetto alle persone non colpite da tiroidite autoimmune. Le malattie autoimmuni sono state rilevate nel 19.5% dei pazienti con tiroidite autoimmune, e solo nel 3.9% dei controlli. In sostanza,  una tiroidite autoimmune conferisce un rischio 5 volte maggiore di sviluppare ulteriori patologie autoimmuni oltre alla tiroidite.

Le principali malattie autoimmuni che possono associarsi alla tiroidite di Hashimoto sono il diabete mellito tipo 1, la celiachia, la gastrite cronica autoimmune, la vitiligine, l’artrite reumatoide, la polimialgia reumatica, la malattia di Sjögren, la sclerosi multipla, il lupus eritematoso sistemico, la sarcoidosi.

Si può anche ragionare a ritroso per comprendere se si è affetti da tiroidite di Hashimoto: per esempio, tutti i pazienti che hanno il diabete di tipo 1 periodicamente devono sottporsi ad alcuni test per valutare la funzionalità tiroidea e l’eventuale formazione di anticorpi antitiroidei, soprattutto i bambini con diabete di tipo 1.
Anche i pazienti che hanno malattie reumatologiche autoimmuni, come la fibromialgia, dovrebbero essere periodicamente valutati per cogliere la presenza di una tiroidite autoimmune, così come i pazienti con le altre patologie autoimmuni più frequentemente associate alla tiroidite.

Importanza dell’epigenetica e dei controlli periodici

La presenza di specifici sintomi, risultati di laboratorio e familiarità costituiscono degli elementi importanti per la ricerca di altre malattie autoimmuni nei soggetti affetti da tiroidite di Hashimoto soprattutto in coloro i quali presentano una predisposizione genetica a sviluppare fenomeni di autoimmunità.

Effettuare alcuni test epigenetici per la prevenzione di alcune malattie autoimmuni risulta uno strumento di utile indagine ma che tuttavia aiuta poco per  quanto riguarda la risoluzione al problema in sé.

In un soggetto con familiarità positiva  alle malattie autoimmuni è necessario effettuare uno screening completo dell tiroide (ecografia, test sulla funzionalità, esami del sangue) per accertarsi che non sia in corso una malattia autoimmune , a meno che non inizino a comparire dei sintomi, quali ad esempio la facile stancabilità, la difficoltà di concentrazione, la stipsi, l’intolleranza al freddo: allora la familiarità della malattia ci aiuta a capire ed intervenire  subito per confermare l’eventuale quadro clinico.

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