Curarsi mangiando

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Vitamina A alleata della tiroide e non solo

La vitamina A è anche chiamata retinolo ed appartiene alle vitamine liposolubili, ovvero a quelle che possono essere accumulate in organi di deposito, come il fegato, che la rilasciano quando il corpo ne ha più bisogno. Si è sempre saputo che la vitamina A fosse importante per la vista, poiché insieme ai suoi precursori, i carotenoidi, costituisce la rodopsina, una sostanza presente sulla retina che dà all’occhio la sensibilità alla luce. Questa si trova preformata negli alimenti sotto forma di retinolo o di provitamina A, quindi, di carotenoidi. Questi ultimi, di cui il beta-carotene è il principale, sono precursori della vitamina A, cioè vengono trasformati in vitamina A dall’organismo. Si sente poco parlare di carenze di vitamina A, poiché è molto rara, in quanto sono necessari molti mesi di alimentazione carente prima che compaiano i sintomi da deficit, però una sua carenza può rallentare la tiroide e promuovere l’autoimmunità.

Dovete pensare che l’ormone tiroideo per svolgere la sua funzione si lega ai suoi recettori nucleari, che oltre alla sequenza TRE (Thyroid Response Element), per poter attivarsi necessita di una etero-dimerizzazione, quella con il recettore dell’acido retinoico (RXR) e l’acido retinoico. Quindi, affinché l’asse tiroideo possa funzionare bene, l’ft3 deve legarsi al TRE-RXR. Infatti, il controllo della produzione di TSH da parte dell’ipofisi dipende da due fattori principali: il legame dell’ormone tiroideo a TRE ed il legame dell’acido retinoico al recettore RXR; entrambi i recettori sopprimono la trascrizione del gene dell’ipofisi TSH, modulando la trascrizione dell’ormone che stimola la produzione di ormoni tiroidei.

Deficit di vitamina A ed asse tiroideo

Come detto prima, la vitamina A ed i suoi derivati svolgono un ruolo importante nella regolazione della normale crescita e sviluppo, dimostrando anche di regolare il metabolismo degli ormoni tiroidei inibendo la secrezione del TSH. Quando la vitamina A è in carenza però, come dimostrato dallo studio sotto, causa diverse condizioni a livello tiroideo: innanzitutto riduce l’assorbimento dello iodio tiroideo e l’incorporazione dello stesso nella Tireoglobulina, fa aumentare le dimensioni della tiroide, altera la modulazione del TSH e di conseguenza anche i livelli di ormoni tiroidei a livello periferico. La somministrazione di vitamina A, tramite alimenti o integratori, invece, ha dimostrato di apportare dei benefici anche nei bambini carenti di iodio, riducendo il TSH, la Tireoglobulina sierica e la dimensione della tiroide.

Vitamina A e autoimmunità

Ma non è finita qui. Sembra proprio che questa vitamina abbia differenti funzioni, tra le quali anche la modulazione del sistema immunitario. Come già sapete, poiché miei diversi articoli ne hanno parlato, quando il sistema immunitario riconosce un antigene, quindi una sostanza esterna, per combatterlo attiva i linfociti T e B che vanno incontro a maturazione. I linfociti T si differenziano in diverse sottopopolazioni, ma quelle maggiormente coinvolte nelle patologie autoimmuni sono i linfociti Th1 e Th17. Nello studio riportato sotto è stato dimostrato come la vitamina A ed il suo recettore siano modulatori di questo sistema, regolatori di tipo epigenetico. Infatti, sembra evidente come il legame della vitamina A ai suoi recettori migliori la risposta immunitaria, inibendo la differenziazione dei linfociti Th1 e dei TH17, mentre il contrario si verifica in caso di carenza, promuovendo patologie autoimmuni. Per cui quando soffriamo di patologie autoimmuni e tiroidee, sarebbe meglio dosare i livelli di vitamina A nel sangue per evitare di incorrere in deficit deleteri.

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Fonti di vitamina A

Ma dove si trova la vitamina A? È presente in moltissimi alimenti, nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato, nel tuorlo d’uovo, nel burro e in molti ortaggi come carote crude, spinaci, cavolo, broccoli, verze, aglio, olio di germe di grano, prezzemolo, tarassaco, crescione, zucca, spinaci freschi, cicoria, pomodoro, lattuga. Tra la frutta, sono una fonte di vitamina A melone, albicocca, pesca, arancia e anguria. Se ci fate caso è contenuta nei vegetali di colore giallo-arancione, ricchi di vitamina A e dei suoi precursori. Come integrarla? Iniziate dapprima a sopperire le vostre carenze, in caso affidatevi ad un professionista per farvi consigliare un integratore alimentare.

Curarsi mangiando

Il Dott. Francesco Garritano, laureato dapprima in Chimica e tecnologia farmaceutica, poi in Scienze della nutrizione è un biologo nutrizionista che, premiato dalla passione per il suo lavoro, esercita la sua professione in tutte le province calabresi, a Roma, a Milano, a Vicenza ed a Taranto. Ormai da tanti anni è entrato nel network dei medici di segnale, uniti dall’acronimo GIFT, il quale indica i principi sui quali si basa una sana alimentazione preventiva e curativa: Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono muscolare. Nel mese di maggio ha presentato il suo primo libro, frutto dell’esperienza di questi anni di lavoro, “Il dimagrimento parte dalla testa”, uno scritto che sottolinea quanto sia importante l'aspetto psicologico nel momento in cui si decide di iniziare un percorso con il biologo nutrizionista, definendo la costanza, la determinazione e la motivazione punti cardini dello stesso percorso. Inoltre, svolge la professione di docente e relatore in vari convegni in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, poichè responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi

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