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Sabato, 10 Dicembre 2022
DE RERUM ESPORT

DE RERUM ESPORT

A cura di Riccardo ‘Mobius’ Del Lungo

Esistono competizioni basate sui videogiochi. Tornei con premi milionari, giocati da giovani e giovanissimi, guardati da milioni di spettatori. Squadre, società, mercato. E’ il movimento detto ‘esport’, cioè e-sport, electronic sport. Sport elettronici. L’esport ha radici nel vivere quotidiano, ha la stessa dignità di qualsiasi altra attività. Il concetto sfugge agli ‘estranei’ del settore, i videogiochi stessi sono persino considerati come un retaggio di immaturità, un prodotto per bambini o nullafacenti. Gli appassionati a loro volta lamentano pregiudizio, superficialità e incomprensione. E’ invece tempo di aprirsi e provare a capirsi. Il mondo in cui viviamo è digitale da un pezzo: questo blog cercherà di interpretarlo, raccontando di esport e suoi contesti. N.D.R. Scrivo per piacere con ironia, franchezza e l’inevitabile approssimazione di chi prova a fare riflessioni e divulgazione. Se avete spunti, richieste, temi o giochi da approfondire: fatemi sapere.

DE RERUM ESPORT

Cosa sono gli streamer ed i caster e perché sono ambasciatori dell'esport

Nell'articolo precedente ho trattato YouTube e la figura dello youtuber, lanciando molti spunti validi e correlati a questo pezzo, per cui vi consiglio caldamente di leggerlo. Per farla breve: abbiamo visto come YouTube sia stata la rivoluzione primaria e mondiale dell'intrattenimento video, e quindi in un certo senso padre dei contenuti 'on-demand' personali. E con 'personali' intendo nel senso più intimo e lato del termine (ve l'ho detto di leggere lo scorso articolo?).

La creazione di contenuti dedicati all'esport ha preso una strada simile, ma diversa: il live streaming. Ci sono diversi siti internet che offrono tale servizio (anche Facebook o lo stesso YouTube), ma non c'è dubbio che la piattaforma di riferimento sia una sola: Twitch. E' nata nel 2011 come progetto dedicato ai videogiochi di un'altra piattaforma, Justin.tv. Il successo di Twitch fu veloce, tanto che in pochi mesi assorbì la stessa 'casa madre'. Nel 2014 è stato comprato da Amazon per un miliardo di dollari.

Lo 'streaming’ è il flusso di dati con contenuti audio e video che si possono visualizzare attraverso vari programmi. Possono essere 'a richiesta', cioè salvati e sempre disponibli online come avviene su YouTube, oppure in diretta, come appunto Twitch. Le due tipologie di streaming possono ritrovarsi sugli stessi siti (YouTube permette live streaming, su Twitch si trovano video pre-registrati), ma ogni ambiente digitale ha le sue specialità e peculiarità, anche dettate dall'uso e dalle abitudini degli utenti. Su YouTube ci sono molti video 'on-demand' che trattano di videogiochi, anche raccogliendo eventi esport passati, ma per vedere il grosso dell'attività live per esport e videogiochi... beh, Twitch è il vostro sito.

Lo scenario può invero cambiare in base ad accordi commerciali o per l'approdo sul mercato di nuovi competitor (Microsoft sta investendo in un sito streaming di nome Mixer e lo stesso Facebook si sta muovendo in questo senso), ma ciò che mi importa sottolineare è: gli eventi esport, come gli altri eventi sportivi o di intrattenimento, hanno il loro primario senso nella trasmissione in diretta. L'impulso base è semplice: meglio vedere una partita mentre accade o in differita? Quanta tensione emotiva si crea nello spettatore quando sa che ciò che sta guardando è ancora in divenire ed incerto?

Lo streamer: spontaneità e preparazione da intrattenitore navigato

Tiriamo le fila degli spunti fin qui emersi. Lo streamer è chi trasmette in diretta se stesso e/o un contenuto su una piattaforma dedicata. Cura un proprio profilo pubblico che si realizza in un canale: di fatto è una piccola emittente televisiva, si parla proprio di 'canali' su Twitch.

Si può essere amatori, cioè trasmettere occasionalmente senza una struttura, ma chi si definisce effettivamente 'streamer', diciamo con impostazione professionale, si crea un palinsesto, decide cioè gli orari in cui trasmettere ed i contenuti da trattare. Ricordiamoci inoltre che ogni ambiente/sito internet ha ormai un approccio social, cioè punta a creare relazioni all'interno del proprio ambiente, per tenere su di sé l'attenzione degli utenti (più traffico, più persone, più dati, più pubblicità: più valore). Quindi ecco che solitamente quando lo streamer non è live può impostare di 'hostare' altri canali, cioè nel periodo in cui non è collegato trasmette (ospita, 'host') altri canali che sono live. Il risultato: il canale dello streamer è sempre attivo, come la Rai o Mediaset. Al momento stabilito e fisso lo streamer partirà con la sua trasmissione (tot volte a settimana o al giorno).

L'attività dello streamer si divide così in due: da un lato la produzione di contenuti, dall'altro la formazione e comunicazione della propria posizione nel contesto di riferimento. Partiamo da quest'ultima attività, che sembra più fumosa: come detto si creano relazioni, si entra a far parte dell'ambiente e si può innescare un reciproco sostegno con altri streamer o produttori di contenuti. Ma, soprattutto, si crea una relazione diretta con il proprio pubblico. Se infatti i parallelismi con lo youtuber sono molti (e 3: rileggete quel pezzo!), nello streaming in diretta si attiva un vero e proprio dialogo, un'immediatezza di azioni e reazioni che nel montaggio video di YouTube si perde. O meglio, semplicemente non c'è. L'aspetto emotivo è amplificato, le abilità stesse richieste dell'essere live sono diverse: la chiarezza, la capacità di 'bucare il video' è sempre un requisito, ma è declinato diversamente. In diretta non ci sono tagli.

Ancora: lo streamer, seppure possa seguire il copione del personaggio che si è costruito, è difficile che menta. Deve comunque essere spontaneo, perché si nota se si sta sforzando di mantenere un atteggiamento studiato a lui non congeniale. Ce n'è per tutti i gusti di streamer e, come per YouTube, siamo arrivati a livelli di trasmissione di qualità molto elevata. E attenzione: in diretta il pubblico risponde immediatamente attraverso una chat e non mancherà di farti sapere la propria opinione. Per cui si crea quello che sembra un paradosso: lo streamer bravo è genuino, ma anche un preparato gestore della scena.

Lo streamer, come lo YouTuber che tratta di videogiochi ed esport e anzi ancor di più, è un rappresentante del settore, anche se non vuole. Per le caratteristiche appena descritte è probabile che abbia una presa emotiva diretta ed immediata sul suo pubblico più di ogni altra figura digitale della scena. Figura 'digitale' solo per il mezzo: fra sottoscrizioni al canale (in breve si può pagare per avere contenuti speciali), donazioni, pubblicità ed accordi commerciali, può trattarsi di un lavoro molto reale. Da migliaia e migliaia di euro al mese, per i più seguiti.

Il caster: il giornalista sportivo dell'esport

La figura del caster è la più semplice da capire. Di norma è il fratello gemello del telecronista di una qualsiasi partita di calcio o di un altro sport: commenta e spiega ciò che avviene davanti agli occhi dello spettatore, contestualizza, racconta la storia di una rivalità, etc. Conduce e dosa lo sviluppo di una trasmissione dando ritmo alla narrazione.

Professionalmente è un cronista sportivo, non ci sono differenze. La sfumatura contenutistica riguarda il prodotto esport, l'evento in sé. E' chiaro infatti che la disciplina nel quale si cimentano i giocatori è il videogame, quindi i 'gesti atletici' sono essi stessi mediati. Ci possono essere inquadrature dei volti dei giocatori, dove si può notare la loro tensione o gioia, ma la prestazione visibile non è un corpo fisico umano, figura che quindi uno spettatore estraneo al gioco può capire e assimilare emotivamente, anche da totale neofita. In più concetti e linguaggi usati dai cronisti degli sport tradizionali sono ormai noti, è cultura generale, mentre invece per i caster esport ci sono tanti termini e dettagli intimamente connessi al singolo videogioco che, se non conosciuti, rendono difficile la fruizione del commento.

Ne consegue che il caster è e deve essere legato al proprio gioco di riferimento, non solo alla chiarezza espositiva di stampo giornalistico. Deve essere sia in grado di spiegare a chi non conosce nulla del gioco, ma anche fare analisi che un esperto possa apprezzare. Ci sono, come i cronisti di sport, vari tipi di commentatori, da quello che dirige a quello tecnico, passando per il 'play by play', il classico descrittore incalzante delle azioni. Senza entrare nei dettagli ciò che rileva, oltre al chiaro parallelismo di professionalità, è che al caster si richiede di dare quel colore in più, quella spiegazione, direi quella umanità in più che nell'esport, specie per chi non vive il settore, non si vede. 

L'esport si impara vivendolo, ma a farlo conoscere sono le figure comunicative

Eccoci al senso di questi due articoli su youtuber, streamer e caster. Abbiamo tratteggiato le loro caratteristiche e funzioni, sottolineando come non siano alieni del digitale, ma forme tipiche di un movimento reale. Insomma, figure professionali. Come appena detto l'esport, come lo sport e un po' qualsiasi attività della vita, si comprende molto meglio se lo si pratica. Tuttavia è chi ne parla che spesso e volentieri rappresenta il punto di contatto con il 'mondo esterno'.

I videogiocatori professionisti, con i team ed i tornei, sono il cuore dell'esport. Tuttavia è la sua trasmissione esterna a rendere il movimento tale, perché ne costituisce il racconto, la storia. L'emozione, lo spettacolo. Un business, una volta maturo il settore. Tutti sono liberi di comunicare in qualsiasi modo al giorno d'oggi, ma i protagonisti intermedi e necessari fra il videogioco giocato ed il giornalista generalista o lo spettatore sono proprio loro: youtuber, streamer e caster; gli ambasciatori dell'esport.

Bravi! Rinnovo i miei complimenti a chi è arrivato in fondo!
Nel prossimo articolo vedremo come tutto questo potere comunicativo abbia impatto oltre l'atteso e richieda quindi criteri di responsabilità e principi. Viviamo ai tempi della politica sui social, poteva non esserne coinvolto l'esport? 

Esport, politica e la mai affrontata 'questione giovani'. (Ok boomer)

In foto: la schermata della piattaforma streaming più famosa: Twitch. Sulla colonna di sinistra i canali seguiti, al centro la trasmissione ed a destra la chat che interagisce in tempo reale con chi è in video. Potevo scegliere eventi più grandi fatti in uno studio, come in televisione, ma volevo mostrarvi un esempio di produzione 'casalinga'

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