Sabato, 16 Ottobre 2021
Delirio di vita

Opinioni

Delirio di vita

A cura di Lucilla Vianello

Il divorzio non è un fallimento

Non si deve vivere la separazione come un fallimento quando questa era ormai diventata inevitabile. Specialmente dopo anni e anni di infelicità. So bene e per prima cosa si prova quando si rimane soli. All’inizio euforia. Poi con i mesi iniziano i dubbi, le domande: avrò fatto bene? Ora come faccio da sola? Eh sì, perché a molte, moltissime donne sale improvvisamente l’ansia di non essere capaci a farcela da sole. Come se la presenza di un uomo a fianco fosse fondamentale per l’organizzazione delle bollette o per risolvere problemi di vita quotidiana come la rottura di una caldaia. Purtroppo nella nostra società molte di noi sono passate dalla famiglia al matrimonio senza aver vissuto da sole e sperimentato la propria consapevolezza e capacità nell’affrontare problematiche risolvibilissime. E ve lo dice una che accartocciava le bollette e gli scontrini nella borsa perché tanto c’era lui che poi li riordinava!

Immagino quanto, ognuno di noi, abbia provato e riprovato prima di chiedere la separazione specialmente se ci sono dei figli di mezzo. Conosco coppie che vanno in terapia da anni e anni senza risultati se non continuandosi a divertire con l’amante di turno in piena autogiustificazione. Il fallimento non è nel concludere una relazione che ormai era marcia da tempo. Anzi. Nel farlo si è avuto molto coraggio e molto amor proprio che, in tutti quegli anni, era completamente svanito. Il fallimento è verso noi stessi che continuavamo a stare all’interno di un circolo vizioso per paura di non essere capaci a rimboccarci le maniche e a ricominciare. Sia chiaro: è difficilissimo e molte volte ci si dice “ma chi me lo ha fatto fare”. Ma, andando avanti, giorno dopo giorno, ci si rende conto che la vita continua e in maniera molto più semplice e serena di quello che ci si aspettava, riscoprendo la capacità in noi stessi di reinventarci. E poi, magari, se si è fortunati, si potrebbe anche incontrare la vera anima gemella no?

Il problema è quando non ci si separa di comune accordo e il “lasciato” cova rancore e rabbia senza rendersi conto che è stato un bene per tutti e due e, invece, da che era l’angelo vittima sacrificale, si trasforma in un Mr Hyde pieno di bava alla bocca che tira fuori in sede legale tutta la cattiveria possibile attaccandosi alla qualsiasi (specialmente i soldi) per vendicarsi. Ma di cosa? Di che? Per lui era sano litigare in continuazione? Bah. Non solo non se ne facevano una ragione durante il matrimonio, figuriamoci dopo. E battaglie legali su battaglie legali. Con figli continuamente tirati dentro. E allora chi è il fallito? Chi sta vivendo la separazione come un fallimento? In tutti e due i casi bisogna assolutamente prendere coscienza dell’inevitabilità del cambiamento e lasciare andare il dolore provato che un giorno finirà e dando ai propri nuovi spazi di solitudine tante opportunità per nuovi progetti questa volta più consapevoli e sicuramente più liberi.

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