Delirio di vita

Delirio di vita

I grossi spaventi ti portano ad un inevitabile cambiamento: chi nasce quadro può morire tondo!

Per tutta la mia vita ho sempre sostenuto con convinzione che “chi nasce quadro non muore tondo” ma alla veneranda età di cinquant’anni devo dire che non è sempre così. Assolutamente. Sulla mia pelle ho vissuto, dopo la notizia di avere un tumore, un cambiamento radicale, forse dovuto anche all’età, chi lo sa. Fatto sta che, attraverso molta moltissima sofferenza, oggi sono diversa. Vedo il mondo, le relazioni, in maniera completamente diversa. Con più calma, più serenità, con meno rabbia. E’ come se improvvisamente rivedi la tua vita e ti rendi conto degli errori fatti dovuti all’impulsività, alla mania del controllo. La malattia per assurdo mi ha insegnato molto. Se guardo indietro vedo una donna che non si amava per niente. Per lei la parola “amarsi” era sinonimo di egoismo. Dovevo sempre dare, dare e dare per sentirmi accettata da tutti. Per avere il consenso di tutti. E di conseguenza ero piena di aspettative. Perché è nell’essere umano averle. E così, con il tempo, ho capito che non amando me non amavo e rispettavo gli altri. Distruggendo e saturando rapporti fino allo stremo. Fino all’osso. Fino a lasciare una traccia orribile di me nel ricordo di tutti, persino nella mia famiglia. Mi piacerebbe avere il coraggio di chiedere scusa a tanti…ma non credo vengano neanche accettate e capite talmente male ho fatto. Chissà…

Io so solo che i cambiamenti sono possibili per chi si mette in discussione con se stesso. Per chi, come me, ha questa capacità. Perché sappiamo bene che non è da tutti purtroppo. Eh no, purtroppo no. Prima non sapevo proprio cosa significasse avere pazienza e boom, travolgevo, pretendevo. Mi dicevo “ma perché io faccio tutto subito e gli altri invece no?...perchè quella persona non fa per me quello che ho fatto io per lui/lei nel modo in cui io mi aspetto che faccia?...” E alla milionesima silenziosa delusione chiudevo improvvisamente incolpando con rabbia e senza dare più possibilità di recupero o di dialogo. Oltre ad una mancanza di amore per me stessa credo, ovviamente, che era anche caratteriale sinceramente. Tutto subito perché il tempo stringe. Mah…neanche avessi avuto sedici anni per sempre… E così la vita mi ha fatto fermare. Mi ha obbligata a fermarmi, creandomi il vuoto intorno. Io, la malattia e solo i miei figli. E lì…beh lì ho dovuto per forza guardarmi allo specchio perdonandomi e perdonando. Sì, perché poi ti rendi conto che alla fine il perdono altro non è che accettare gli altri per quello che sono, con tutti i loro limiti, che sono anche i tuoi. Anzi, chi dice che tu non ne hai di più? La solitudine all’inizio è brutta. Bruttissima. Ma poi quando inizi ad amarti, ad assaporare la calma, la pazienza e ad avere fiducia in te stessa, capisci che a tutto c’è un disegno. Che nulla accade per caso. Nulla. Mai. Basta rialzarsi. Scrollare la polvere di dosso…e ricominciare con fiducia. Il resto verrà da sé.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Delirio di vita

Tre anni fa ho avuto due tumori al seno destro. Lo stop della vita al momento della diagnosi e l’inizio della mia rivoluzione, del mio “delirio”. Lascio con coraggio e dolore un matrimonio infelice perché completamente abbandonata a me stessa da sempre. Inizio a scrivere la mia storia ”romanzata” dove la protagonista, Lavinia, affronta la malattia riponendo in maniera ossessiva e passionale nel suo radioterapista la speranza della salvezza da essa. Mi sono rialzata con forza e ogni giorno lo faccio, grazie anche ai miei tre figli che mi sostengono. Scrivere è la mia medicina. Dopo il successo dell’articolo di Roberta Marchetti sul mio libro, sulla mia storia, dopo tutti i vostri commenti, la redazione mi ha proposto di aprire questo blog per dare voce a questo “delirio” che da oggi vorrei fosse anche il vostro. Il nostro. Perché insieme, uniti si combatte meglio e perché fino ad oggi si è taciuto fin troppo. Urlate più forte che potete. Gridate il vostro dolore e la vostra forza. Non siete più soli. Siamo una famiglia. Scrivete le vostre esperienze senza veli. Qualcuno risponderà, sempre pronto a sostenervi. Io per prima. E saremo più forti.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
Today è in caricamento