Mercoledì, 14 Aprile 2021
Delirio di vita

Delirio di vita

A cura di Lucilla Vianello

“Il medico narcisista è il peggiore degli uomini. Sa bene di essere visto come un dio e se ne approfitta”

Mamma mia quanti transfert! Mi avete scritto in tantissime! Purtroppo io non sono una psicologa e in molti casi mi sono trovata in seria difficoltà nel dare consigli. L’unica cosa è che mi è salita una rabbia tremenda nei confronti di tutti questi camici bianchi che si approfittano letteralmente delle debolezze psicologiche delle pazienti! Perché ovviamente sono le donne a cadere come delle sceme in questa trappola. Il medico narcisista è il peggiore degli uomini. Sa bene di essere visto come un dio e se ne approfitta il più delle volte solo per meri scopi sessuali e le donne, completamente succubi, non denunciano perché innamorate pazze. Leggo di donne che si sono ritrovate nel personaggio di Lavinia del mio libro sia con psicologi che con oncologi. Ma si può? Ma con che coraggio potete andare a letto con pazienti che in voi vedono la salvezza, la guarigione? E non c’è conclusione di rapporto medico paziente che tenga. Non è che se mettete una firmetta per chiudere la cartella clinica che il rapporto diventa per magia un rapporto come un altro. Nella loro testa siete e sarete sempre il mago della lampada chiaro?

Alessia mi scrive “Lui era il mio oncologo, bellissimo, molto charmant, pensavo di avere frainteso i suoi atteggiamenti, all’inizio mi dicevo che era il suo carattere così dolce e premuroso al punto di chiamarmi per sapere come stavo, ma poi mi ha invitata a prendere un caffè, poi due e così siamo finiti a letto insieme per quasi un anno.  Lui, a differenza di mio marito, non vedeva le cicatrici, non vedeva che mi mancava un seno. Anzi mi baciava proprio lì ed io ogni volta toccavo il cielo con un dito. Lucilla non sai che impressione mi ha fatto leggere il tuo libro, Lavinia ero io. Ora lui non mi segue più perché dice che non è deontologicamente corretto ed è anche sparito. E io non vivo più. Penso a lui in continuazione e mi chiedo dove ho sbagliato, perché l’ho perso. Aiutami. Cosa devo fare?”…..e come lei tante, tantissime altre…triste eh? E nessuno che denuncia. Nessuno. Probabilmente perché qualche giudice potrebbe anche dire che la paziente era consenziente. Che vergogna.

Quando ho scritto “Diario di un delirio” non pensavo di trovare così tante donne che si rispecchiassero in Lavinia sia per il matrimonio finito da anni ma che andava avanti per inerzia che per il transfert di lei per il suo radioterapista. Avevo fatto ricerche e sentito un po’ di racconti ma mai, giuro, avrei pensato fosse veramente un così fitto sottobosco. Ho ritenuto per cui opportuno scrivere un altro articolo su questo tema continuando a denunciare nel mio piccolo questa assurda realtà. Chissà se servirà. Voi continuate a scrivermi. Vi abbraccio.

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