Giovedì, 26 Novembre 2020
Delirio di vita

Delirio di vita

A cura di Lucilla Vianello

Appuntamento a maggio per screening oncologico

Si avvicina la data del mio controllo e così penso di telefonare un po’ prima per prendere appuntamento. Dopo 15 minuti di attesa telefonica e tre rimbalzi di operatore mi viene comunicato con voce molto ferma che “a causa della pandemia non c’è posto fino a maggio”. “Mi scusi ma io devo fare il controllo a dicembre…” “Che ce posso fa’? Non c’è un buco Signora! Se se libera qualcosa le faccio sapere ok? Intanto lo fermiamo? Guardi le conviene”.

Ecco. Sulla mia pelle la prova che le notizie che girano sono vere. Non desisto e ne chiamo un altro. Stessa storia. “Il primo buco è ad aprile”.

Chiamo una clinica privata e l’appuntamento me lo danno anche domani al costo di ben 200 euro. Penso che non ho più un’assicurazione a causa del divorzio da mio marito (altra storia) e che in questo momento 200 euro pesano parecchio. Soluzioni? Nessuna. Aspettare e basta. Nella speranza che a maggio non me lo trovino dappertutto ovviamente. Poi penso che, oltre a me, ci sono migliaia di persone in attesa di visite e screening. E che in tanti stiamo denunciando questa mala sanità inutilmente. Anche nel resto del mondo d'altronde la stessa storia (mal comune mezzo gaudio?). Vedi Kelly Smith, inglese, che, causa covid, non ha potuto fare i cicli di chemio ed è morta a 31 anni. Quante, quante cose non funzionano. Tutti che parlano. Tutti che osteggiano con saccenza le loro opinioni senza fare nulla di concreto.

Prendendosela pure con chi, come Fedez e la Ferragni per esempio, riescono a far aprire nuove strutture Covid. Trovando del marcio anche in loro. Ne riparleremo a pandemia finita. Purtroppo. Ma io continuo a gridare.

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