Delirio di vita

Delirio di vita

Tumore: è sano innamorarsi del proprio oncologo, radioterapista, psicologo?

Vi prego no! Non dovete innamorarvi del vostro oncologo, radioterapista, psicologo. Vietato. Possibile che non capite che sono solo proiezioni? Proiezioni di salvezza, di speranza, di vita. Inconsciamente riversate tutto il bisogno che avete di trovare un miracoloso guaritore su di lui. Lo shock subito alla notizia di avere un tumore e al percorso che dovete affrontare vi ha giustamente destabilizzate e se non avete accanto nessuno che vi supporta con amore e dedizione, è ovvio che vi attaccate a questa idea, ma non è così, ve lo posso assicurare. Non è così. E’ solo un’idea. Se poi lui è attratto da voi, scappate a gambe levate perché il tutto vi porterà solo ad un’enorme sofferenza che vi butterà ancora più giù.

Continuerò imperterrita a scrivere questi articoli perché voglio gridare, a nome di tante donne, come quanti medici se ne approfittano di pazienti devastate psicologicamente. Donne che magari nascondono attraverso un sorriso una paura terribile di morire, che si affidano con tutte loro stesse a questi medici che invece se ne approfittano meschinamente. Credetemi ce ne sono parecchi.

Non posso per privacy mostrarvi le centinaia di lettere che ricevo di donne in queste condizioni che non hanno il coraggio di denunciare. Disperate. Che, dopo aver letto il mio libro, si rivolgono a me cercando un oracolo, una parola magica che le aiuti ad uscire da questa dipendenza. E sì perché proprio di dipendenza si tratta. Come la droga. Come l’alcool. Si diventa paranoiche. E quel camice bianco diventa un’ossessione che ti accompagna ogni secondo, minuto, ora. Mentre lui, tranquillo e sereno, continua a mietere vittime con la scusa del consenso reciproco. A manipolarle con complimenti assolutamente inutili, abusando delle loro angosce.

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E allora non posso fare altro che continuare a gridare nella speranza che, sia da una parte che dall’altra, si interrompa questo circolo vizioso di transfert, nella speranza che qualcuna denunci. Vi abbraccio guerriere.

Delirio di vita

Tre anni fa ho avuto due tumori al seno destro. Lo stop della vita al momento della diagnosi e l’inizio della mia rivoluzione, del mio “delirio”. Lascio con coraggio e dolore un matrimonio infelice perché completamente abbandonata a me stessa da sempre. Inizio a scrivere la mia storia ”romanzata” dove la protagonista, Lavinia, affronta la malattia riponendo in maniera ossessiva e passionale nel suo radioterapista la speranza della salvezza da essa. Mi sono rialzata con forza e ogni giorno lo faccio, grazie anche ai miei tre figli che mi sostengono. Scrivere è la mia medicina. Dopo il successo dell’articolo di Roberta Marchetti sul mio libro, sulla mia storia, dopo tutti i vostri commenti, la redazione mi ha proposto di aprire questo blog per dare voce a questo “delirio” che da oggi vorrei fosse anche il vostro. Il nostro. Perché insieme, uniti si combatte meglio e perché fino ad oggi si è taciuto fin troppo. Urlate più forte che potete. Gridate il vostro dolore e la vostra forza. Non siete più soli. Siamo una famiglia. Scrivete le vostre esperienze senza veli. Qualcuno risponderà, sempre pronto a sostenervi. Io per prima. E saremo più forti.

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