Martedì, 19 Gennaio 2021
Delirio di vita

Delirio di vita

A cura di Lucilla Vianello

La violenza psicologica sulle donne sempre violenza è

Avvicinandosi la giornata mondiale contro la violenza sulle donne mi sono fermata a riflettere che tutte le donne malate di tumore che mi scrivono che non sono seguite, ascoltate, capite, supportate dai mariti/compagni anche loro subiscono violenza. Molte moltissime sono abbandonate a loro stesse. Lo so sembra impossibile ma vi assicuro che è così. Specialmente se riescono ancora a stare in piedi, a sorridere, a condurre una vita pseudo normale.

Questi uomini, così ristretti mentalmente parlando, sono animali. Fino a che non vedono la moglie allo stadio terminale della malattia non se ne curano. Anzi. Tornano a casa dal lavoro e pretendono che sia tutto lavato, pulito e cucinato. E (questa è la storia di Marina) se stanno sul divano in preda a mal di testa lancinanti, sbuffano pure. Ma io credo che qualsiasi donna non ascoltata, capita, supportata, seguita subisca violenza psicologica. Ci sono ancora uomini non in grado assolutamente di accedere alla parte psicologica femminile ma solo a quella fisica. Facendole anche passare da rompiscatole. Pazze. Insoddisfatte perenni e passando anche alle botte. Alle minacce.

Per molti uomini una donna che si lamenta è frutto di battute tra amici come “Non è mai felice…si lamenta sempre…io lavoro e lei sta solo pulendo casa e pensando ai bambini e si lamenta…ma che vuole da me….io oltre a lavorare per loro che devo fare?” Per non parlare poi di quando la donna decide di riprendere a lavorare! Fanno di tutto per screditarla per tenerla buona “a cuccia” dentro le pareti domestiche e frasi come “ma che ti sei messa in testa….ma dove vai…ma stai buona….” diventano mantra quotidiano, smorzando e soffocando ogni loro entusiasmo. Ma perché? Che paure hanno? Forse che lei possa essere anche fuori casa più capace di lui? Portare più soldi di lui? E poi chi gli stira le camicie? Chi va a prendere i figli a scuola e agli sport? No. Non si mettono a dialogare per trovare una soluzione compatibile con tutti. No. Denigrano. Sminuiscono. Come se gli si rompesse il giochino di finta famigliola felice dove sono costantemente serviti e riveriti. E se poi la moglie insiste troppo partono le botte. Ma non è colpa loro! Sono stati provocati troppo a lungo i cretini e le botte servono per far capire che loro sono i padroni e comandano. E così si innesta il legame carnefice- vittima dove la vittima a quel punto rinuncia a se stessa per non far arrabbiare il marito. Chiedendogli anche scusa per averlo fatto alterare così tanto. Ecco. Immaginate che tutto questo lo fanno anche con chi ha subito una mastectomia. Approfittandosi anche della debolezza psicologica che questo comporta. Non sono uomini…ma animali. E vanno denunciati. Tutti!

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