Lunedì, 10 Maggio 2021
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A cura di Gabriele Ferrieri

ANGI, Next Generation Eu: innovazione e sostenibilità per il rilancio dell’Italia

Un disegno ambizioso ma complesso da realizzare potrebbe essere definito così il programma in via di definizione per la stesura del recovery plan per l’Italia, fondamentale per gettare le basi per il rilancio del Paese all’insegna dei giovani e dell’innovazione.

Importante l’appello della società civile, tra cui quello dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori che, come punto di riferimento dell’innovazione in Italia e tra le realtà più rappresentative dell’ecosistema Passe, ha presentato le sue proposte in parlamento, sottolineando la necessità di garantire una generale razionalizzazione dei processi delle politiche pubbliche dell’innovazione, ristrutturando l’infrastruttura amministrativa e normativa, istituendo anche una commissione parlamentare sul tema e accelerare i processi di adozione delle reti a banda ultralarga e della tecnologia 5G.

La sfida è ardue cosi come quella dei neo-dicasteri della transizione digitale e della transizione ecologica nelle mani rispettivamente dei ministri Vittorio Colao e Roberto Cingolani. Parliamo di un nuovo paradigma che punta ad un ripensamento del modo di consumare e di abitare le città con una riflessione sull’etica e sulla società che si sta costruendo con il ridisegno delle pratiche e dei modelli di business con cui si crea valore per la comunità.

L’obiettivo pertanto è quello di traghettare il Paese verso la transizione sostenibile, consapevole della necessità di definire e implementare iniziative coraggiose che rispondano all’ambizioso paradigma della sostenibilità, facendo leva su una nuova dimensione più umana dell’innovazione.

L’innovazione e la sostenibilità sono state un potente alleato durante le fasi più critiche della pandemia, consentendo sia la sopravvivenza e l’evoluzione sostenibile delle aziende italiane, sia una risposta rapida ed adeguata ai nuovi bisogni dei cittadini. E lo saranno ancora di più nell’esecuzione di un’efficace campagna vaccinale che coinvolga attivamente i cittadini. Inoltre, per le aziende che hanno effettuato investimenti green, l’impatto della pandemia sulla performance finanziaria e sul fatturato è stata più contenuta: solo l’8,2% di queste imprese ha dichiarato un calo del proprio fatturato nel 2020 superiore al -15%, contro il 14,5% delle imprese che non hanno investito in sostenibilità.

È prioritario attuare delle scelte coraggiose che conducano il Paese verso una duplice transizione: da un lato, una transizione ecologica, che guidi lo sviluppo economico con strumenti sostenibili ed etici e che veda nella tutela dell’ambiente un obiettivo per il presente e per il futuro; dall’altro, una transizione innovativa e digitale che abiliti quella ecologica, in grado di rinnovare il sistema italiano, sia nel pubblico che nel privato.

Tra le numerose proposte presentate, anche qui l’ANGI ha valorizzato l’importanza di investire nell’innovazione e nelle giovani generazioni. Tra i progetti proposti dall’Angi infatti si punta all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, alla completa digitalizzazione del mondo della scuola, dell’Università e della ricerca, al colmare il digital divide tra le regioni del Nord e quelle del Sud, dando pari opportunità di formazione e lavoro a giovani e donne, e a disincentivare la fuga dei cervelli italiani all’estero creando reali opportunità di lavoro e di carriera per gli studenti più brillanti.

La risposta alla crisi pandemica dovrà fondarsi sul nuovo paradigma della sostenibilità e sull’innovazione, leve fondamentali per una crescita duratura ed etica.

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