Domenica, 28 Febbraio 2021
Digital Italia

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A cura di Gabriele Ferrieri

Le nuove frontiere del sistema economico tra e-commerce e digitalizzazione

Per il rilancio dell’Italia e per una veloce ripresa del sistema economico nazionale, è prioritario avviare una serie di riforme strutturali per favorire la trasformazione tecnologica e digitale, sbloccare nuovi fondi a sostegno delle imprese e mettere al centro dell’agenda politica il tema giovani e innovazione come motore trainante per il futuro.

Secondo i dati Ue infatti a fine anno l’Italia registrerà un calo del prodotto interno lordo dell’11,2%, un crollo verticale mai censito dalle statistiche dell’Istat. Allo schianto del 2020 seguirà un rimbalzo poco vivace nel 2021, quando si prevede una crescita del 6,1% con il prodotto interno lordo che resterà comunque ben lontano dai valori del 2019.

La visione di abbracciare per il mondo delle imprese la digitalizzazione al fine di restare competitivi è fondamentale e nonostante il covid infatti, la domanda è rimasta stabile e si prospetta in aumento per il prossimo biennio. I dati mostrano come la domanda dei servizi regge l'impatto della pandemia e il settore Ict limita il calo al 2% nel 2020, interessanti anche le buone prospettive nel 2021 e 2022, grazie ai fondi di Next Generation Eu. Grazie al relativo recupero nella seconda metà dell'anno, è atteso chiudere in calo per non più del 2% rispetto all'anno scorso, a 70,5 miliardi di euro, per poi crescere del 3,4% nel 2021 e del 3,3% nel 2022. E in attesa di conoscere lo scenario con le risorse del Recovery Fund, anche qui le prospettive presentano uno scenario piuttosto ottimistico: per il mercato digitale italiano si prevede una crescita complessiva del 3,4%, nel 2021, a circa 73 miliardi di euro, e del 3,3% nel 2022, a più di 75 miliardi, con tutti i comparti tecnologici dell'IT in crescita. Un’opportunità senza precedenti che potrebbero portare ad una vera e propria rivoluzione digitale per il paese all’insegna dell’innovazione e della trasformazione tecnologica.

Se l’incertezza regna sovrana in questo periodo, il mondo del commercio ha dovuto attrezzarsi per rimanere competitivo. Molti retailer hanno trovato la forza per fare il grande e necessario passo: approdare online, iniziare a vendere su internet. Altri hanno cercato e adottato strategie puntuali per risultare più attrattivi. Spesso in tutti questi progetti sono state coinvolte startup innovative che offrono servizi per i negozi, in grado di aiutarli a mettere in campo più risorse per digitalizzarsi e irrobustire la presenza sul web.

Tra i modelli più interessanti sperimentati dal mondo delle startup quello di un nuovo sistema di business in base al quale si possa proporre quale unico collettore a livello nazionale per un numero potenzialmente infinito di associazioni sportive, culturali e sociali, ognuna delle quali può decidere di finanziare parte delle proprie attività grazie ai consumi dei propri portatori di interesse.

Per voce del suo stesso co-ideatore, Alessandro Martelli di Italian Districts, la visione del futuro è: “Quella di un sistema economico win-win in cui tutti i partecipanti hanno un proprio utile: i commercianti, che vedono un incremento del proprio fatturato, le associazioni che trovano un nuovo canale di finanziamento ed i privati che possono partecipare ad un programma fidelity in cui la causa lo ringrazia per il suo supporto, remunerandolo attraverso degli sconti parziali o totali su abbonamenti, biglietti, merchandising od altri servizi erogati dall’associazione stessa. Un progetto territoriale circolare ed inclusivo, quindi, che focalizza l’attenzione sulle persone e sui negozi fisici a cui vengono dati visibilità e supporto digitale”.

E proprio flessibilità, rapidità di decisione e di azione, caratteristiche tipiche delle startup, hanno permesso di creare in breve tempo delle soluzioni concrete, pensate appositamente per fronteggiare l’emergenza e adattarsi alle nuove condizioni di mercato abbracciando l’innovazione e la sostenibilità. Tra i trend maggiormente in crescita quello dell’intelligenza artificiale, internet of things, blockchain, agritech e agrifood. Tecnologie abilitanti che rientrano poi nel programma promosso dal Mise su Impresa 4.0 Plus legata ad incentivi su ricerche e sviluppo a sostegno delle imprese e del territorio, in particolare del mezzogiorno.

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