Mercoledì, 3 Marzo 2021
Digital Italia

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A cura di Gabriele Ferrieri

Il futuro della mobilità passa per l’innovazione

In un’economia sempre più orientata al digitale, abbracciando quelle che sono le nuove tecnologie abilitanti, diventa fondamentale guardare al futuro all’insegna della sostenibilità. E pertanto il futuro della mobilità passa per l’innovazione e per un programma di investimenti che vedano il tandem il ruolo proattivo del pubblico e del privato per rendere le città italiane sempre più smart.

Futuro della mobilità che deve necessariamente passare per una neutralità tecnologica: poiché non si registra un criterio univoco di classificazione dei veicoli meno inquinanti, in linea con la normativa europea e nazionale, è necessario proporre di utilizzare la CO2 come principale parametro di riferimento per fissare classi emissive volte a regolare l’erogazione degli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici e a basse emissioni e le limitazioni alla circolazione/accesso alle ZTL.

Una mobilità che deve passare per un maggior impegno in termini di incentivi: dall’analisi dei dati delle immatricolazioni delle vetture a basse emissioni degli ultimi due anni si desume che gli incentivi statali stanno avendo un effetto positivo sull’incremento delle stesse- Tuttavia è necessario proporre di riorganizzare l’attuale schema di incentivi per veicoli a basse emissioni M1 (0 - 60 g/km) estendendo gli stessi anche al comparto flotte, nonché renderli strutturali, valutando un orizzonte attuativo più lungo (2022 -2024).

E se si parla di mobilità del futuro, le auto elettriche rappresentano uno dei principali trend del mercato: norme recenti hanno stabilito la predisposizione di infrastrutture di ricarica negli immobili di nuova costruzione, ma nessuna disposizione esiste per gli immobili preesistenti, pertanto è necessario proporre la semplificazione delle regole vigenti per l’installazione di infrastrutture di ricarica privata e la revisione delle componenti tariffarie dell’energia elettrica per equipararle a quelle domestiche, che sono molto più convenienti di quelle pubbliche.

Il ruolo del pubblico sulle infrastrutture per la mobilità del futuro deve essere centrale per questo cambiamento: per la diffusione della mobilità elettrica è fondamentale l’ampliamento delle infrastrutture di ricarica accessibili al pubblico del Paese. E’ necessario quindi rinforzare il piano di sviluppo sia a livello centrale che regionale e locale, di accentrare la governance degli interventi presso i Ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti. È inoltre fondamentale implementare l’installazione di infrastrutture ad alta potenza (HPC > 150 kW) in autostrada, negli assi interurbani ed extraurbani e nei centri urbani.

E infine sul ruolo della micro-mobilità o di esempio riconosciuti come il car sharing, essi rappresentano il nuovo volano per una mobilità amica dell’ambiente: infatti il car sharing produce effetti benefici sull’ambiente allentando la morsa del traffico veicolare nei centri urbani e promuovendo una mobilità più razionale, economica ed ecocompatibile. E’ necessario pertanto, in collaborazione con gli enti locali, di facilitare la diffusione del car sharing elettrico nelle principali città italiane, prevedendo l’iva ridotta al 10% (attualmente è al 22%) sull’erogazione dei servizi di car sharing, rendendo strutturali nella stesura dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) misure volte a favorire l’introduzione di servizi di car sharing elettrico in città metropolitane e Comuni con più 100.000 abitanti e proponendo infine di fissare delle quote percentuali vincolate di vetture elettriche utilizzate per il car sharing.

Punti e temi che molti attori sostengono, tra cui l’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori che in uno speciale Manifesto in collaborazione con le istituzioni, ha presentato le sue linee guida destinate al decisore pubblico come contributo per il disegno della mobilità del futuro per l’Italia.

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