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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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A cura di Gabriele Ferrieri

Le nuove generazioni protagonisti della rivoluzione digitale

Nel 2021 la sfida mondiale è la transizione che sia essa della sostenibilità o tecnologica, culturale o economica sociale; è evidente che i paradigmi della creazione del valore sono messi in discussione creando nuove basi di sviluppo completamente inedite e in cui le nostre generazioni devono creare una nuova cultura d’impresa e di approccio al mondo del lavoro e della quotidianità differente da quella dei nostri genitori.

La triste vicenda dell’esperienza Covid_19 ha evidenziato infatti come il nostro Sistema Paese debba fortemente accelerare per esempio sul piano dell’accessibilità e del benessere della persona. Una fotografia della modernità che prende in esame la società e il suo potenziale inespresso non condiviso e, per molto versi, impossibilitato ad esprimersi a causa di una mancanza culturale capace di realizzare una visione comune.

Il tema dell’inclusione sociale non desidera infatti rappresentare una parte o un’altra, ma un intero mondo chiamato a confrontarsi e a comprendere quale modus operandi intraprendere per rimanere all’interno dei nuovi mercati del lavoro, senza lasciare nessuno indietro. Una formula che non rappresenta una sintesi perfetta o un aggregatore emozionale di fatti e atti umani da raccontare in una soluzione matematica, ma una forma mentis in cui il contesto digitale insieme alla sicurezza e alla salute dell’individuo creano l’habitat stimolante per la costruzione di quelle contaminazioni che ogni giorno creano valore tra le persone che possono aprire una nuova fase di investimento del capitale umano.

Un mainstream che rappresenta quindi la vera sfida del XXI secolo e che oggi trova dibattito grazie alla rivoluzione digitale, promossa da grandi realtà tra cui l’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori. L’open innovation ha creato un sistema economico e produttivo in cui grazie alla formazione e al talento dell’individuo si possa prendere parte come “base” di costruzione per partecipare in maniera attiva e pro attiva al mercato 5.0 senza che esso possa porre limiti sulla modalità di integrazione dei processi.

Una rivoluzione che testimonia il fatto che la modalità della condivisione della conoscenza e delle buone idee non ha cause semplificative o ostative davanti all’ingegno e alla capacità di adattamento che l’innovazione ha posto come principio cardine per creare uguaglianza e dignità delle persone.

Si parte quindi dalla formazione intesa come contenuti e buone pratiche di una classe dirigente e lavorativa che riesca a superare il concetto di massa e massificazione delle attività, e che quindi riesca a comprendere la validità dell’individuo come algoritmo di pensiero in primis nel contesto scolastico e accademico e che possa tradurre in soluzioni paradigmi di sviluppo complessi, quali quelli della nostra società.

L’accessibilità in tutte le sue forme rappresenta dunque il primo punto di confronto. Un termine molto ampio di discussione in cui le soluzioni di continuità devono garantire stabilità e cambiamento attraverso una partecipazione attiva di tutti i soggetti ai processi produttivi, formativi e sociali nello svolgimento delle proprie attività e mansioni senza alcuna discriminazione.

Il benessere dell’individuo è connesso pertanto alla sua accessibilità e alla sua partecipazione attiva alla società dei servizi riconoscendo in sé il valore del capitale umano come personalità e come innovatore di processi.

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