Lunedì, 1 Marzo 2021
Digital Italia

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A cura di Gabriele Ferrieri

Innovazione, le proposte sul recovery fund in parlamento: digitalizzazione, istruzione, ricerca e cultura

Sono partite le consultazioni e in un clima di permanente incertezza, la figura di Mario Draghi diventa sempre più centrale per trovare una soluzione ed uno sblocco dell’attuale situazione di stallo sia sotto il profilo politico che su quello della stesura del recovery plan per i fondi europei, fondamentali per rilancio del Paese.

Nel frattempo, proseguono anche le audizioni del Parlamento, il quale ha richiesto pareri e linee guida alla società civile e alle maggiori realtà del territorio in termini di contributo sulla stesura del recovery plan per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Tra i contributi presentati, quello dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori in quale ha evidenziato come le reti e l’innovazione hanno dimostrato di essere vitali nel contesto dell’emergenza pandemica: un’economia industriale avanzata non può pensare di non avere un sistema industriale ad alto tasso di innovazione. L’opportunità del Recovery Fund rappresenta non solo un cospicuo investimento ma ad una generale riorganizzazione del sistema dell’innovazione in Italia.

Fra i punti principali, si intende promuovere una razionalizzazione delle politiche per l’innovazione e la costituzione di un ministero con portafoglio per l’Innovazione e la Trasformazione Digitale, congiuntamente alla costituzione di una commissione parlamentare per l’Innovazione. La debolezza delle politiche per la digitalizzazione, evidenziata dal basso gradino in cui si trova l’Italia nell’indice DESI, che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, va superata con un cambio di paradigma. Va riformata della normativa in materia di sostegno all’impresa innovativa, facendo sì che lo Stato, come nei contesti statunitense e israeliano, sia il primo capitalista di ventura.

In aggiunta la crisi pandemica sta mettendo in evidenza la necessità di profondi interventi sul sistema scolastico, formativo e di ricerca nazionale. D’altra parte, il miglioramento del sistema di istruzione e ricerca in termini di maggiore efficacia, inclusività e competitività internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare alcuni gap strutturali che posizionavano l’Italia come fanalino di coda nei ranking internazionali già prima della crisi e che rischiano di essere fortemente accentuati dalla recessione. Grazie al PNRR va portata avanti una forte azione volta a lenire le disuguaglianze socio-economiche nell’accesso all’istruzione terziaria, accompagnato da maggiori tutele per le categorie vulnerabili e da forti politiche di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, incentivando percorsi alternativi di studio e professionalizzazione diversi dai percorsi standard e promuovendo politiche di contrasto al fenomeno dei cosiddetti “cervelli in fuga”.

Ulteriori proposte sempre portate all’attenzione dall’ANGI sul fronte della cultura, sostengono lo sviluppo di specifici incentivi volti alla digitalizzazione dei siti turistici, come il loro cablaggio con reti ad alta velocità, e, in ambito sanitario, la costituzione di una cabina di regia permanente presso la Presidenza del Consiglio, sul modello della cabina “Benessere Italia” con focus sanitario e sviluppare un sistema pubblico della sanità digitale a livello nazionale, che possa connettere tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, ai medici di base e alla medicina del territorio.

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