Domenica, 7 Marzo 2021
Digital Italia

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A cura di Gabriele Ferrieri

La missione del ministro Vittorio Colao per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale

Ottenuta una larga fiducia al Senato, oggi Draghi punta al bis alla Camera e nel frattempo prosegue il lavoro della sua squadra di Governo. Vedendo i numeri e i nomi dei nuovi membri dell’esecutivo, ben tre ministri del governo Draghi facevano parte del Comitato di esperti in materia economica e sociale istituito nell’aprile dello scorso anno: Roberto Cingolani, Vittorio Colao ed Enrico Giovannini. Un organismo coordinato dallo stesso Colao con un piano ambizioso ma fino ad oggi rimasto solo su carta.

Ma ora il lavoro del neoministro si dovrà concentrare sul mandato della transizione digitale, partendo dal relativo Dipartimento istituito presso Palazzo Chigi: al contrario di quanto accade con quello della transizione ecologica che può contare sull’Ambiente, non c’è al momento la base di un ministero con portafogli. Ma al di là di questo, Colao avrà voce sulla gestione di una quota importante delle risorse del Recovery Plan, circa il 20% del totale come richiesto dall’Unione europea.

Il primo impegno dovrebbe essere quello per la rete a banda larga delineato nel piano di giugno scorso lo sviluppo di quella in fibra ottica complementare con l’infrastruttura mobile 5G. Si punta quindi a spingere la rete unica, unita probabilmente da sussidi per contrastare il fenomeno del digital divide.  Risorse specifiche sarebbero destinate alla migrazione al cloud delle amministrazioni, in concomitanza con il rafforzamento della cybersecurity.

Collegato al tema della digitalizzazione c’è quello della spinta ai mezzi di pagamento diversi dal contante, che nel Recovery Plan del governo Conte dispone di quasi 5 miliardi destinati al finanziamento dell’operazione cashback. Quest’ultimo in quanto tale non era menzionato e ora il meccanismo potrebbe subire qualche aggiustamento.

Un importante programma progettuale che non può non passare dal collaborare con gli attori del mondo innovazione. Su questo l’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, punto di riferimento dell’ecosistema italiano e tra le realtà più rappresentative dell’ecosistema, sottolineava nei suoi contributi, presentati nei giorni scorsi anche alle audizioni parlamentari della Camera, l’importanza di poter garantire una generale razionalizzazione dei processi delle politiche pubbliche dell’innovazione, ristrutturando l’infrastruttura amministrativa e normativa, istituendo anche una commissione parlamentare sul tema e accelerare i processi di adozione delle reti a banda ultralarga e della tecnologia 5G. La riscrittura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza avrebbe un impatto ancora più forte in termini progettuali mettendo al centro la trasformazione tecnologica e digitale all’insegna della sostenibilità e delle giovani generazioni.

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