Lunedì, 21 Giugno 2021
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A cura di Gabriele Ferrieri

Recovery plan: tutti i numeri del piano all’insegna dell’innovazione

L’Italia è chiamata a superare un importante banco di prova in questa situazione delicata sotto il profilo economico e sociale dovuto alla crisi e all’emergenza pandemica. Dopo le diverse istanze presentate, in cui spicca quella dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori con il suo appello per dare massima priorità al tema giovani e innovazione per il futuro del Paese, ieri notte è stato approvato dal consiglio dei ministri la versione finale del Recovery Plan con l’astensione delle ministre di Italia Viva.

Il documento descrive i programmi di spesa con i quali il governo chiederà alla commissione europea i 209 miliardi di euro destinati all’Italia tra prestiti e trasferimenti nel periodo 2021-2026 nell’ambito del progetto Next generation Eu per rilanciare l’Unione dopo la pandemia.

Gli appena 9 miliardi assegnati inizialmente alla salute e che avevano scontentato molte forze della maggioranza e del Parlamento, sono diventati, tutto compreso, 20,7 di cui 7,9 destinati all’Assistenza di prossimità e alla telemedicina (3 miliardi in più) e 12,8 all’Innovazione, ricerca e digitalizzazione (quasi 9 miliardi in più). Nel capitolo digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, che da solo vale 46,2 miliardi (più 11 di programmazione di bilancio), 5 miliardi in più vanno alla voce cultura e turismo, che sale da 3 a 8. Poi 6 miliardi alla voce valorizzazione del territorio e efficientamento energetico dei comuni. E ci sono circa 5 miliardi in più per l’alta velocità ferroviaria, in particolare nel Mezzogiorno. Molto cresciute anche le risorse che verranno chieste all’Europa per l’istruzione e ricerca, che passa dagli iniziali 19 miliardi a 28,5. Sei miliardi in più vanno a potenziamento delle competenze e diritto allo studio (da 10,7 a 16,7 miliardi) e tre miliardi in più alla voce dalla ricerca all’impresa. Cresce di quasi 10 miliardi il capitolo inclusione e coesione, che ora vale 27,6 miliardi di cui 12,6 per le politiche per il lavoro.

La parte del piano dedicata agli investimenti è salita fino al 70% delle risorse che verranno chieste a Bruxelles. Questo consentirà di avere un impatto maggiore sulla crescita del Pil. È stata ridotta invece la parte dedicata agli incentivi, ai bonus ai microprogetti. I circa 223 miliardi che verranno chiesti all’Europa (compresi i 13 del React Eu) si suddividono in sei macrocapitoli: 68,9 miliardi per la Rivoluzione verde, 46,2 per la Digitalizzazione, 32 per le Infrastrutture, 28,5 per Istruzione e ricerca, 27,6 per Inclusione e coesione, 19,7 per la sanità.

In tutto questo resta aperta la situazione nella maggioranza e del confronto tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi, epilogo che ci si augura tenga conto dell’importante situazione di gravità per il Paese e della necessità di rispondere con urgenza e lungimiranza con una ritrovata stabilità che possa mettere basi forti per il rilancio economico e sociale dell’Italia all’insegna dei giovani e dell’innovazione.

Nel frattempo, la pandemia di coronavirus, nonostante le prospettive "incoraggianti" date dall'avvio delle vaccinazioni, "continua a ingenerare gravi rischi per la salute pubblica e per le economie dell'area dell'euro e del resto del mondo". Lo scrive la Bce nel Bollettino economico, secondo cui la pandemia "continua a offuscare le prospettive economiche mondiali".

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