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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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A cura di Gabriele Ferrieri

Spazio, cosa aspettarsi dal lancio del telescopio James Webb

Il telescopio James Webb da 10 miliardi di dollari, il più grande e potente telescopio spaziale al mondo, ha lasciato la Terra per la sua missione mirata a fare luce sulle prime stelle dell'universo e perlustrare il cosmo alla ricerca di tracce di vita. Frutto di una collaborazione fra la Nasa, l'agenzia spaziale europea Esa e quella canadese. Pensato come successore del telescopio spaziale Hubble, consentirà di riscrivere l’astronomia e fornirà dati inediti con l’ambizione di chiarire questioni essenziali come “Da dove veniamo?” e “Siamo soli nell’Universo?”.

L’ormai “vecchio” Hubble fu lanciato in orbita terrestre bassa nel 1990. Nonostante esso non sia stato il primo telescopio spaziale, è uno dei più grandi e versatili, ed è ben conosciuto come strumento di ricerca di estrema importanza oltre che vessillo delle scienze astronomiche nell'immaginazione collettiva. Straordinario il suo lavoro negli anni che ha permesso di registrare alcune delle più dettagliate immagini nella luce visibile, permettendo una visuale profonda nello spazio e nel tempo.

Adesso con il successore James Webb Space Telescope della Nasa e dell’Esa, si andrà ancora più in profondità nel tempo e nello spazio avvicinandoci sempre di più ai momenti delle origini, quando nascevano le prime stelle e le prime galassie. Potrà persino analizzare le atmosfere dei pianeti attorno ad altre stelle della nostra galassia cercando di capire se esista un gemello della nostra Terra e magari la vita.

Il James Webb Telescope è diretto verso un punto a più di 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, il punto Lagrange L2, che dovrebbe raggiungere tra circa 1 mese: sarà quello il suo "parcheggio spaziale", un punto dello spazio scelto per la sua stabilità all'interno del sistema solare, dove l'osservatorio potrà rimanere attivo con pochissimo carburante.

Le opportunità che potranno arrivare da questa nuova missione spaziale sono enormi, e questo porta a interrogarsi su quali potranno essere per il futuro anche gli investimenti da parte dell’Italia nel settore dell’aerospace con l’obiettivo di poter valorizzare e sviluppare tecnologie all’avanguardia “Made in Italy” anche in questo settore ad altissimo valore aggiunto.

Importanti i lavori su questo punto da parte della società civile e degli attori del mondo innovazione del bel paese, tra cui quello dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori che, come punto di riferimento dell’innovazione in Italia, ha presentato alle istituzioni, all’interno del suo Manifesto per l’Innovazione, un progetto di investimenti per le startup del settore al fine di favorirne investimenti e applicazioni nel mercato.

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