Sabato, 18 Settembre 2021
Fac fer plei

Opinioni

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A cura di Capitan Psycho

"Odio Napoli" e "forza De Santis": la curva della Roma si spacca

Lo striscione per De Santis (Foto da Roma Today)

Poteva essere la giornata giusta per raccontare dello scontro che si è aperto tra ultras/tifosi e ultras/non tifosi. Non lo è. Peccato. Non sappiamo le motivazioni che hanno spinto i media a ignorare quanto accaduto in curva Sud durante Roma-Juventus ma il timore è che si tratti di vero disinteresse nel rendere gli stadi, in particolare le curve, luoghi "frequentabili". Il terrore è qualcosa di studiato ad arte per far sì che sempre più persone si allontanino dai luoghi caldi del tifo che potranno così rimanere deserti facilmente colonizzabili da chi, con il calcio, non ha niente a che vedere.

Questo blog è un'idea collettiva di chi gli stadi li vive da sempre, da dentro, dalla curva. E oggi chi scrive è chi, ieri, durante Roma-Juventus, in curva Sud c'era. E tornerà ad esserci

Entrati allo stadio la sensazione è strana: si pensa solo a quanto avvenuto fuori dall'Olimpico durante Napoli-Fiorentina e non a cosa sta accadendo, all'arrivo della Juventus, alla possibilità di affrontare la squadra più odiata. Entri e noti che la Sud non ha striscioni. La motivazione, non ufficiale ma ufficiosa, quel chiacchiericcio che si fa da seggiolino in seggiolino, è difendere "gli ultras" in generale, criminalizzati da feroci campagne mediatiche. La motivazione può piacere o no, ma è qualcosa di "democraticamente accettabile".

Tutta la curva si adegua al silenzio. Silenzio rotto solo dai cori contro Napoli e i napoletani, contro le "guardie", a favore del Vesuvio. A favore di Daniele De Santis. Questo è ben raccontato dai media. Quello che però non è raccontato, e qui starebbe la Notizia con la "N" maiuscola, è che da un pezzo di curva (il lato in alto a destra, verso la Tevere - "zona Fedayn") e dal distinto Sud considerato curva (quello lato Montemario) piovono fischi. Fischi all'indirizzo della Sud. La gente non ci sta a passare come "solidale" con Daniele De Santis e con un mondo che niente ha a che vedere con lo stadio. Ultras con gli ultras, sì. Ultras con i violenti, no. 

La giornata di ieri si poteva intitolare "Romanisti contro la curva Sud". Non lo si è fatto. Per chi conosce quel mondo e lo vive, addirittura, si poteva dire "La Sud si spacca su De Santis e l'antinapoletanità". Invece niente. Invece si è fatto di tutta l'erba un fascio, si è scritto che i tifosi romanisti hanno incitato a De Santis, hanno fatto striscioni, senza però considerare quanti hanno fischiato e intonato cori in favore della squadra, della Roma.

Poi accade che un gruppo di energumeni decide di irrompere in quel pezzo di curva ricavato dal distinto lato Montemario. E lì accade l'incredibile: si rischiano gli scontri, quelli della sud posizionati in basso a sinistra, una volta zona "Padroni di casa" e "Opposta fazione", minacciano i tifosi del settore distinto-sud: "Se cantate vi gonfiamo". Lo fanno con guanti neri alle mani, lo fanno spingendo chi ha la sfortuna di trovarsi in basso. E mentre accade tutto questo, in curva Nord spunta lo striscione "Daje Daniè!". Anche quel pezzo di Nord dove alloggiano gli ex AsR ultras si schiera con il camerata De Santis. 

Si torna a casa sconfitti. Non dalla Juventus, ma dalla curva Sud che si è schierata contro Napoli e con De Santis. Speri di trovare il racconto di quanto accaduto e invece niente. Anzi, da più parti si legge che la Sud sarà squalificata. Oltre il danno, quindi la beffa: non solo migliaia di persone hanno difeso la Sud "attaccando" la Sud, hanno rischiato di prenderle dai gruppi organizzati che hanno imposto il silenzio, si sono ribellati fischiando, intonando un condiviso "Ci avete rotto il c...". Ora rischiano di essere messi fuori dai cancelli dell'Olimpico proprio come chi meriterebbe di restarci per sempre. 

Sapete cosa significa questo? Che la teoria "ultras accerchiati soli contro tutti", così facendo, troverebbe sempre più proseliti. Così facendo si darebbe partita vinta a chi spera che le curve siano veramente luoghi "inaccessibili" a "ultras normali". Si trasformerebbe il carnefice in vittima. E chi è vittima davvero, i tifosi che ieri, finalmente, si sono ribellati, verrebbe accomunato agli "amici di De Santis". Sarebbe la sconfitta finale. Da qui, due domande (noi continuiamo a porre interrogativi, magari qualcuno risponderà).

La prima alla Roma calcio: perché non mandare un segnale forte e chiaro, ad esempio lasciando la possibilità a chi ha già rinnovato il proprio abbonamento per la stagione seguente di cambiare posto, di lasciare la curva e lasciare da soli i gruppi (neofascisti) organizzati? Non sarebbe una resa, ma un messaggio chiaro: noi una cosa, voi un'altra.

La seconda all'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive: quando inizieremo ad applicare l'unico elemento che funziona del tanto decantato "modello inglese", cioè l'identificazione immediata - e l'esplusione dagli stadi - di singoli "criminali"?

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