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Sabato, 27 Novembre 2021
Fac fer plei

Opinioni

Fac fer plei

A cura di Capitan Psycho

Salernitana-Nocerina, hanno vinto gli ultras: hanno vinto i diritti

ROMA - Italiani popolo di santi, poeti e navigatori. Ma, soprattutto, popolo di perbenisti. Accodarsi all'idea più in voga, seguire i titoloni dei grandi giornali, indignarsi al grido di "no, questo non si fa": in questo campo l'italiano non è secondo a nessuno. Così, accade che dopo Salernitana-Nocerina, il "derby della vergogna", è un fiorire di opinioni e di "fatti": hanno vinto gli ultras, i giocatori sono stati minacciati di morte, che pessima figura. E chi più ne ha, più ne metta. Ma in quanti prima di sparare a zero hanno riflettuto? In quanti si sono informati? E, soprattutto, in quanti sanno di cosa stanno parlando?

Ieri gli ultras hanno vinto, è vero. E mai vittoria fu più bella. Ieri non è stata la vittoria del tifo violento, le minacce di morte vanno dimostrate non urlate ai quattro venti. Ma è stata la vittoria di chi ha ancora qualcosa in cui credere. Fede, appartenenza, amore o più semplicemente, per altri negativamente, Ultras. Una parola che per molti, tanti, significa violenza, odio e, da ieri, anche terrore. Una parola che per pochi, spesso solo per chi sa di cosa si parla, significa sacrifici, sofferenze, goliardia. E significa non chinare la testa.

"Oggi non parliamo nè a nome degli ultras nè a nome della nostra curva sud perchè oggi parliamo a nome di una città, la nostra città, perchè è la nostra città ad essere stata discriminata dal divieto di recarsi allo stadio Arechi ed è il nome dei nocerini che ora dalla stampa nazionale viene additato come violento teppista terrorista e mafioso. Noi non abbiamo minacciato nessun tesserato, anzi abbiamo semplicemente chiesto al nostro mister e ai nostri ragazzi dopo una serie di pacifici incontri che con un gesto eclatante, che facesse parlare l'Italia e che scuotesse il sistema, si desse voce all'ingiustizia subita - si difende la Curva sud di Nocera in un comunicato - Un atto di solidarietà, una protesta civile. Purtroppo è più facile gettare fango sugli ultras piuttosto che accettare una scomoda verità, quella che una città abbandonata da ogni difesa delle proprie istituzioni ha trovato protezione ai propri calpestati diritti solo in undici ragazzotti forestieri ma che da oggi diventano immensamente grandi e nocerini a tutti gli effetti per quello che hanno fatto". 

"Oggi leggiamo - conclude il comunicato - da più parti che lo sport è morto, niente di più falso. Perchè oggi lo sport si è fatto carico di difendere i diritti di chi è stato penalizzato da una palese ingiustizia ed è andato contro a quello stesso sistema che quella ingiustizia aveva prodotto".

Ma chi c'è dietro quella "ingiustizia"? Gli stessi che ora si scandalizzano e gridano alla vergogna e che hanno pensato bene di vietare la trasferta ai tifosi ospiti. Allora, cari signori del calcio, spiegate all'italiano dall'indignazione facile che senso ha avuto la tessera del tifoso? Non era uno strumento che avrebbe permesso di assistere a tutte le partite? I tifosi della Nocerina sono tesserati. Perché il divieto, quindi? La conclusione è semplice: o la tessera è inutile o la tessera è solo l'ennesimo strumento per rubare soldi a chi del calcio, a ragione o meno, fa una ragione di vita. Delle due una: scegliete voi signori del calcio. 

Mentre riflettete e scegliete, però, sappiate che c'è qualcuno che è ancora pronto a lottare per i propri ideali. O forse sarebbe meglio chiamarli con il proprio nome: diritti. Il diritto di tifare per la propria squadra. Il diritto di guardare una partita di calcio. Il diritto di entrare in uno stadio con una tessera, la stessa che avete imposto. Il diritto di essere liberi. Ed è pronto a lottare pur sapendo che per tre, forse cinque, anni di libertà non ne avrà. Le diffide, infatti, pioveranno e i nocerini, a prescindere dal calcio, avranno due firme da mettere in caserma ogni domenica. Tradotto: ogni domenica per anni non potranno muoversi da casa loro, a prescindere dal calcio. Ma se fa piacere chiamarli Ultras, così sia: lunga vita agli Ultras. 

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