Martedì, 22 Giugno 2021
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A cura di Maria Carola Catalano

Bocciofilìa: trame di memoria collettiva raccontano San Basilio

Massimo, er Cipolla - Foto di Valerio Muscella

"Come il volto è l’immagine dell’anima, gli occhi ne sono gli interpreti", diceva Cicerone. Le facce sono anche specchio di ricordi e trame di memoria. E' questo il caso dei visi degli utenti del Bocciofilo Ville di Roma, a San Basilio, quartiere della periferia di Roma, fotografati da Valerio Muscella. 

Dietro i loro sguardi ci sono tante storie, fatti ed esperienze personali, trame appunto. I protagonisti degli scatti diventano i testimoni delle trasformazioni che il luogo ha vissuto nel tempo. C'è Massimo, er Cipolla, metalmeccanico che racconta: "Da ragazzino annavo de moda co le ragazze, me vestivo con le salopette e gli zoccoletti bianchi de legno. Me chiamavano Thomas Millian. Ma facevo pure un sacco de danni e 'ndo annavo facevo piagne. Ho fatto na vita scassata con qualche vizietto ma poi co fatica so' riuscito a smette de beve e ora prima la famiglia, poi io e poi tutto il resto"; c'è er Mantellone che regala un tuffo nel passato a chi quegli anni li ha vissuti e fa volare la fantasia dei giovani di San Basilio che invece hanno conosciuto un altro quartiere: "Na vorta c'era de tutto piantato qui, c'è stavano campi de tabacco, de mais e c'era il fattore che girava cor motoguzzi, co la doppietta caricata a pepe e sale e ogni tanto noi de ragazzini s'nnavamo a divertì a rubà la roba e quello che sparava dentro" e er Messicano che "ha ricordi positivi, tipo la piazzetta; se vedevamo là e se annava a ballà". Attraverso i loro racconti si comprende il quartiere di San Basilio, com'era e come è diventato; si coglie la trasformazione in corso in questa zona periferica della Capitale.

La mostra, che è possibile visitare presso il Bocciofilo si compone di più parti: "un'area è dedicata al gioco e altre due a scene di vita quotidiana", spiega il fotografo Valerio Muscella. Il gioco viene raccontato tramite una composizione fatta di due scatti che immortalano il giocatore in due momenti diversi: in posa sul campo e in movimento durante l'azione. "Nel primo scatto il soggetto è distaccato, quasi estraniato - continua Valerio - volevo passasse il messaggio di come il luogo viene considerato nel quartiere, un posto dove non andare perchè raccoglie gente con un trascorso difficile; da qui, anche la scelta della prospettiva stretta". A completare il tutto una scheda di accompagnamento dove viene indicato il nome del soggetto fotografato, il soprannome, il mestiere, da quanto vive nel quartiere e un suo virgolettato, rigorosamente in romanesco. Valerio Muscella infatti per cercare di cogliere a pieno l'anima del luogo e dei suoi frequentatori ha trascorso tre mesi nel centro: "I virgolettati sono estratti di brevi interviste che ho fatto a er Cipolla, er Biretta e agli altri", racconta. Passando molto tempo in loro compagnia e vedendo cosa rappresenta il Bocciofilo ha pensato poi che raccontare il campo da bocce non fosse sufficiente perchè quel luogo è molto di più. Così ha deciso di immortalare anche le altre attività che al suo interno vengono svolte: negli scatti di vita quotidiana si vedono quindi momenti di convivialità. I soggetti cucinano insieme, mangiano, bevono una birra, fumano una sigaretta, giocano a carte, parlano, ridono e si godono il tempo libero.  Il Bocciofilo è una seconda casa per gli utenti che lì trascorrono i loro momenti migliori. Forse è per questo che gli stessi hanno deciso di partecipare più attivamente di quanto all'inizio fosse previsto al progetto di Valerio Muscella realizzando delle installazioni in legno che sono state esposte in una delle due sale dove le foto sono in mostra e portando da casa loro altri 'pezzi' che compongono la storia: antiche foto del quartiere, libri che ne narrano il passato e anche filmati privati che mostrano altri scorci di vita. La memoria prende forma e i ricordi di chi il quartiere lo ha vissuto si materializzano, la trama è servita. 

Il progetto Trame e gli altri artisti selezionati. Bocciofilia fa parte di 'Trame', un progetto più ampio che ha preso il via a febbraio e si conclude a giugno. S’inserisce nell’ambito dell’invecchiamento attivo, promuovendo processi di scambio e la riappropriazione del territorio attraverso la memoria, l’arte e la narrazione. Nasce da un’idea di Cemea del Mezzogiorno Onlus in collaborazione con l’associazione culturale Walls ed è realizzata con il supporto di Regione Lazio, Roma Capitale, Municipio IV di Roma, Assessorato Sviluppo delle Periferie Infrastrutture e Manutenzione Urbana, Zètema Progetto Cultura Associazione Culturale UNRRA CASAS, centro anziani di San Basilio di via Pergola, Bocciofilo Ville di Roma, Istituto comprensivo via Belforte del Chienti, Istituto comprensivo via N.M. Nicolai e Istruzione secondaria superiore “Von Neumann”. I veri protagonisti sono però gli anziani, accompagnati in questo viaggio nei ricordi e nella comprensione del proprio ruolo, dal team di psicologi clinici Noeo, che attraverso incontri settimanali hanno stimolato la ricerca di argomenti comuni e rilevanti che hanno permesso agli artisti selezionati, di tradurre con il linguaggio dell’arte le storie di una comunità. Oltre a Valerio Muscella, Rub Kandy e Giulio Bonasera gli altri artisti selezionati. Rub Kandy ha realizzato l'opera Piccolo Cinema a San Basilio riportando così dopo 25 anni il 'grande schermo' nel quartiere; Giulio Bonasera invece ha creato delle illustrazioni. 

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