Lunedì, 1 Marzo 2021
Ibis Redibis

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A cura di Elisa Piras

Chiuso per confusione: "Chentu concas, chentu berrittas"

Si dice in sardo "Chentu concas, chentu berrittas" che tradotto sarebbe 'Cento teste, cento berretti' o cappelli, per indicare un gruppo di persone poco unito perché ognuno porta le sue idee senza preoccuparsi dell'altro. Ognuno ha il suo modo di pensare e quindi per una sola questione ci sono cento modi diversi di interpretarla. C'è veramente un po' di tutto in questi ultimi giorni di caos, dove l’Italia raschia il fondo (uno dei tanti dato che sembra non si arrivi mai all'ultimo) tra forchettine di Natale, Forconi impoveriti e Forcone-capo che aizza la massa contro la casta per poi girare in Jaguar, nuovi segretari Pd e nuovi Pd, le solite diatribe tra Grillo e il resto del mondo, B. che impazza tra piani animalisti e rivoluzione, gente stanca e gente stanca della gente stanca. Insomma un gran casino che invece di ridimensionarsi cresce a ritmo esponenziale, creando una matassa dentro la matassa.

Magistrale la copertina di Crozza, che avantieri ha aperto Ballarò riassumendo la nostra torre di Babele: "C’è un trentenne fuori dal Parlamento che comanda dei sessantenni che stanno dentro. E nel Movimento 5 Stelle c’è un sessantenne fuori che comanda dei trentenni dentro. E Berlusconi ha detto appunto che a proposito di Grillo vorrebbe allearsi con lui e Sel per fare la legge elettorale. Quindi ricapitolando in Forza Italia c’è un 80enne, fidanzato con una 20enne, che vuole allearsi con il 60enne per contrastare il 40enne che governa i 30enni che hanno fatto fuori l’80enne che è fuori ma che rischia di andare dentro". Sembra di vedere dei personaggi a caso dentro il quadro di Paul Gaugain 'Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?'

E dopo tanto aver sperato in un segno di protesta forte da parte della popolazione, arriva il Movimento dei Forconi che non sono più Forconi ma 'Coordinamento 9 dicembre' dal quale poi sono nati  figli minori, che si prendono le piazze, fermano l’Italia e bloccano le strade ma neanche questo va bene perché le Istituzioni e il resto dei cittadini chiedono legalità. Proteste legittime. Legittimo. Anche in un momento come questo, gli italiani non riescono a stare uniti, ci sono cento teste per cento cappelli, non c’è quel sentimento unitario che dovrebbe animare lo sdegno comune, e nel mentre tutto va a scatafascio. E non che tutti debbano essere "Forconi" o si debba abbracciare l’idea qualunquista del "Tutti a casa", ma ancora una volta siamo fermi, come quei tir che bloccano l’autostrada. Ci vedete? Siamo fermi, non andiamo da nessuna parte.

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